Milano, violenta sommossa e guerriglia multietnica a San Siro: indagato il rapper marocchino Neima Ezza (Video)


Di Cristina Gauri – Milano, 16 apr — Il rapper di origini marocchine Neima Ezza finisce nel registro degli indagati per la guerriglia multietnica andata in scena una settimana fa nel quartiere milanese di San Siro. Indagato e perquisito anche il rapper Baby Gang, anch’egli presente durante gli scontri.

Neima Ezza chiama a raccolta 300 ragazzini immigrati

Neima Ezza, al secolo Amine Ezzaroui, 19 anni, aveva chiamato a raccolta via social circa 300 fan — quasi tutti immigrati di seconda generazione — per girare le riprese di un video di una sua canzone. L’appuntamento era fissato per sabato 10 aprile alle 16 in Piazza Selinunte, nel cuore del quartiere Aler di San Siro, la più «difficile» della zona. Alcuni cittadini avevano segnalato il maxi assembramento ai militari dell’Arma, ai quali non era restato altro da fare che richiedere alla questura l’intervento dei blindati del reparto mobile e del battaglione Lombardia.

“Andatevene dal nostro quartiere”

Ne era scaturita una vera e propria rivolta, testimoniata dai numerosi video postati sui social. Scene da banlieue parigine: centinaia di ragazzini si erano rapidamente organizzati, rispondendo all’intervento delle forze dell’ordine con un lancio di bottiglie, bombe carta, sassi, bastoni e altre masserizie, al grido di «andatevene fuori dal quartiere» e «se arriva la polizia nessuno si muove». Un’esplosione di odio e rabbia da sradicati che ben fa presagire il destino riservato a molti dei cosiddetti «quartieri multietnici» delle grandi città italiane. Quello, cioè, di diventare enclave di spaccio, degrado e criminalità in cui nemmeno le forze dell’ordine avranno più il coraggio di entrare.

Immigrati di seconda generazione

Stamattina, una settimana dopo i disordini, gli agenti della Digos, della squadra Mobile e del commissariato Bonola hanno perquisito le case di 13 giovani (di cui 3 minorenni). Sono accusati (a vario titolo) di resistenza a pubblico ufficiale, porto d’armi e manifestazione non autorizzata. Gli iscritti nel registro degli indagati sono quasi tutti di origine nordafricana. Nati a Milano, rappresentano la cosiddetta «seconda generazione» di immigrati — quella a cui vorrebbero appioppare lo ius soli, per intenderci.

Cristina Gauri

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