Viola: “Per favore non fate la seconda dose di AstraZeneca”. Pregliasco: “Si alla seconda dose di AstraZeneca”


“Per favore non fatela”. Antonella Viola spiazza tutti a Otto e Mezzo. L’immunologa, ospite a La7 da Lilli Gruber, è intervenuta sul caso della 18enne di Genova morta per trombosi dopo AstraZeneca. Da qui il suo appello agli italiani, che va anche contro quanto chiesto dalla conduttrice. “Vogliamo dire basta allarmismi?”, ha chiesto la Gruber. “No, questa volta non me lo sento”, ha tuonato l’esperta: “Questa volta voglio dire di non fare la seconda dose AstraZeneca. Perché se è vero che non ci sono dati su trombosi nella seconda somministrazione, è anche vero che ci sono pochissimi dati visto che in pochi hanno ricevuto due volte il siero”.

Insomma, la Viola si è espressa senza peli sulla lingua. Poco prima l’immunologa si era mostrata affranta dalla tragica notizia della scomparsa di Camilla Canepa. “Per me oggi è una giornata difficile. Io sono mesi che dico che il vaccino AstraZeneca non va somministrato alle donne giovani e oggi, con la morte della 18enne di Genova, per me è un fallimento personale”.

Ma il virologo Pregliasco dice l’esatto contrario:

A distanza di qualche settimana dalle feroci polemiche che erano sorte sul vaccino AstraZeneca e sugli effetti collaterali che portano a trombosi, specie con il calare dell’età di chi viene inoculato contro il Covid, si è riacceso il dibattito sui rischi e i benefici del prodotto dell’azienda anglo-svedese in seguito alla morte di Camilla. La scomparsa della 18enne di Sestri Levante, in provincia di Genova, è il tema d’apertura della puntata dell’11 giugno di Agorà, programma di Rai 3 condotto da Luisella Costamagna, che per l’occasione dà subito la parola al virologo Fabrizio Pregliasco, professore dell’Università di Milano e direttore sanitario Irccs Galeazzi.

La giornalista chiede all’esperto se si è esagerato con gli Open day per vaccinare i giovani e la risposta, dopo quanto successo nelle ultime ore, lascia lo studio in silenzio: “L’obiettivo è stato quello di velocizzare la vaccinazione, perché il risultato di recupero in termini di ritorno alla vita normale vede la necessità di una quantità di vaccinazioni e una velocità di esecuzione. Gli hub vaccinali sono molto utili, così tutti quelli che vogliono fare il vaccino possono farlo. Poi ci vuole un lavoro di fino per andare a convincere quelle persone più a rischio che ancora non si sono vaccinate. La velocità è importante. L’Inghilterra aveva scelto di somministrare questi vaccini ad adenovirus solo agli over40, proprio per ridare fiducia in un’ottica di massimizzare il rischio-beneficio. Ricevo messaggi da conoscenti angosciati sul fatto di fare la seconda dose AstraZeneca, che è comunque possibile. Ad oggi – sottolinea Pregliasco – nessun caso di trombosi è stata rilevata nelle seconde dosi. È possibile che nel futuro si definisca che possa essere mescolata la vaccinazione. La vaccinazione complessivamente ottiene risultati ed è sicura.”

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