Vietato criticare Greta e Carola: per Boldrini è il “solito sessismo del maschio, bianco, etero, ricco e potente”


 – Laura Boldrini è tornata e ripropone un suo vecchio pallino: il femminismo identitario. L’ex Presidente della Camera, ora passata al Partito democratico, ora ci spiega che chiunque osi criticare o mettere in discussione il fenomeno Greta Thunberg o l’operato della “capitana” Carola Rackete, è in realtà un maschio – ovviamente bianco ed eterosessuale – che non tollera il protagonismo delle donne ed è, dunque, un povero sessista.

Riprendendo sui social un articolo di Lorenzo Tosa (dal blog Generazione Antigone), Boldrini scrive: “Ora. A freddo. Sinceramente. Ma qualcuno crede davvero che attacchino Greta perché ha 16 anni, perché non è una climatologa, perché “c’è qualcuno dietro”? Credete sul serio che insultino Carola perché ha forzato un blocco navale con a bordo 42 migranti o “speronato” una nave della Guardia di finanza? Credete realmente che vomitino odio su Emma perché ha osato schierarsi contro Salvini? Che offendano Teresa per un vestito blu o un titolo di studio? Michela per il suo aspetto fisico? Laura perché… esiste?.

È tutta colpa del sessismo dei maschi bianchi: “Quelli sono, tutt’al più, mezzi, scuse, alibi, squallido rumore di superficie. Ma ciò che davvero non sopportano di queste donne straordinarie è che si sono esposte, costi quel che costi, ci hanno messo la faccia e non il corpo, usano la testa invece del c***, non sono rimaste al loro posto, rifiutando testardamente la parte che questa società aveva assegnato loro, rivestono ruoli di responsabilità che il 90% degli uomini che le deridono non reggerebbero per dieci minuti, che sia il timone di una nave, un ruolo istituzionale o un microfono spianato di fronte agli uomini più potenti della terra”.

E aggiunge che queste donne “hanno deciso di prendere posizione in un mondo in cui tutte le posizioni che contano o hanno un qualche peso o valore sono state prese da un’unica persona: maschio, etero, bianco, ricco, potente e che se ne strafotte dell’ambiente, di chi verrà dopo di lui, di chi la pensa diversamente, di chi è altro, diverso. Donna”.

Capito? se Carola Rackete se frega delle leggi di uno stato – che dovrebbero valere per tutti – non è colpa sua, ma del sessismo. Se si osa analizzare il fenomeno Greta Thunberg sotto una luce diversa, sottolineando come esso rappresenti in tutto e per tutto un movimento “populista”, è perché Greta è una giovane donna. È chiaro che si tratta di un’operazione che ha un chiaro obiettivo: tentare di eliminare ogni pensiero critico in nome politicamente corretto, vero riflesso della politica identitaria femminista che qui Laura Boldrini ripropone sui suoi canali social. Ma non c’è nulla di più “sessista” del politicamente corretto stesso.

Boldrini, citando quell’articolo, sostiene infatti che le critiche emerse contro Greta e Carola – due vicende che non hanno nulla in comune – siano maturate da un pregiudizio verso le donne. Una generalizzazione scorretta. Peraltro, inconsapevolmente, è proprio lei a metterle su un piano “diverso” rispetto agli uomini: le loro azioni – e le critiche conseguenti – non hanno forse la stessa dignità di quelle degli uomini? Non vanno criticate in quanto donne? Non è forse questo un elemento discriminante verso il genere femminile questo? Verrebbe da dire che questo femminismo liberal ha ben poco a che fare con le giuste e sacrosante rivendicazioni di una parte del movimento femminista circa la parità di trattamento per le donne sul posto di lavoro, per esempio. È piuttosto un riflesso della politica identitaria che la sinistra ha sposato negli ultimi trent’anni e che mira ad alimentare un inutile guerra tra sessi.

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