“Vieni con me e poi saremo come fratello e sorella”: arabo tenta di stuprare una 26enne nell’atrio del palazzo





 – Stava tornando dopo la passeggiata quotidiana con i cani, quando è stata avvicinata da un uomo, che prima l’ha fermata scambiando due parole e poi ha tentato di violentarla. Ma l’arrivo, casuale, di un vicino di casa ha impedito che si consumasse lo stupro. È accaduto a Milano, nei giorni scorsi, in una palazzina nel quartiere della Barona. Secondo quanto riportato da Il Giorno, vittima dell’aggressione è una ragazza di 26 anni, che ha definito quell’episodio “un incubo durato 50 minuti“.

Il racconto


L’aggressione risale alle 10 del mattino del 2 ottobre, quando la giovane era uscita con i suoi cani. Al suo rientro ha notato un uomo vicino al portone del condominio, di origine straniera, probabilmente un parente di una famiglia di arabi trasferita da poco nello stabile. L’aggressore l’avrebbe prima salutata e poi avrebbe iniziato a parlare con lei. Ma al suo ingresso nel palazzo, poco prima di chiamare l’ascensore l’uomo l’avrebbe bloccata: “Me lo sono trovato addosso. Ha chiuso il portone e mi ha bloccato l’entrata dell’ascensore. Ero paralizzata, in preda al panico, tremavo come una foglia ma lui continuava a mouversi contro di me. Mi diceva, in un italiano stentato e affannato: ‘Non spintonarmi perché mi arrabbio, non devi avere paura. Tu vieni con me (intendendo un atto sessuale, ndr), due minuti e poi saremo come fratello e sorella’“. La giovane ha spiegato che avrebbe voluto reagire, picchiandolo, ma si sentiva immobilizzata. Ha provato a urlare e a quel punto l’uomo l’avrebbe bloccata ancora contro al muro. “Sono scoppiata a piangere, disperata“, ha spiegato la ragazza, “Ma grazie all’arrivo provvidenziale di un’altra persona sono riuscita a divincolarmi e a infilarmi in ascensore. In casa ho chiesto aiuto a mia madre che ha chiamato la polizia“.

L’appello alle altre donne

La giovane, che ha voluto raccontare pezzo per pezzo la dinamica di quanto accaduto quel giorno, ha rivolto un appello anche alle altre donne: “Voglio che la mia storia serva a dare coraggio ad altre donne e a metterle in guardia. Cercate sempre di reagire anche se siete paralizzate dalla paura. Per fortuna a me è andata bene, spero che la polizia rintracci quell’uomo, non deve fare quello che ha fatto a me a un’altra ragazza“.

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