Vicenza, commercianti in rivolta consegnano le bollette choc al prefetto: “La vostra speculazione è la nostra morte”



Da Il Paragone – “Così chiudiamo”. È questo il grido di allarme lanciato da tutti i commercianti e gli artigiani italiani. Tra chi pubblica le bollette con i prezzi dell’energia arrivati a livelli insostenibili e chi manda in cassa integrazione gli operai, è tutto un gridare contro il governo.

“Tutto questo è peggio del Covid, perché se la pandemia ci ha indebolito, i rincari ci stanno uccidendo”, dicono ad esempio i commercianti di Vicenza che si sono radunati in massa davanti alla Loggia del Capitaniato, rispondendo all’appello di una decina di negozianti, capitanati da Sonia Scussolin del bar Cioccolato, ciascuno tenendo in mano una prova cartacea delle difficoltà che sta attraversando. I numeri astronomici scritti sulle bollette non mentono.

Li hanno alzati a favore di fotografi e telecamere, tanti commercianti, artigiani, imprenditori, famiglie della città, ma anche della provincia, decisi a portare in piazza la protesta pacifica contro il caro energia, che sa di “sacrifici” ed “esasperazione”.

Come racconta Il Giornale di Vicenza, la bolletta di Paola Vinante, titolare della gelateria La Golosa, non ha bisogno di commenti: “6260 euro di corrente elettrica per i consumi del mese di agosto, contro i 1.800 dello stesso mese del 2021. Costi insostenibili che pesano sulla mia attività così come l’aumento dei prezzi delle materie prime, in primis la panna che è quasi raddoppiata. In giugno per l’energia ho già versato quello che pagavo in un anno intero. Così non ce la possiamo fare e non me la sento di aumentare i prezzi ai clienti. Per il momento ho spento alcuni frigoriferi e non accendo le luci al mattino, ma qui servono soluzioni immediate da parte del governo”.

Tra i vari commercianti c’è anche Anna Onestini, che racconta dei rincari che sono piombati sul suo bar-ristorante-tabaccheria a Quinto Vicentino, aperto appena sei mesi fa: “Andare avanti è improponibile – considera -. In luglio mi è arrivata una bolletta di 1.400 euro, poco più bassa quella di agosto, che ho dilazionato. Ero fiduciosa che dopo il Covid si aprisse una stagione positiva, ma mi sbagliavo”, dice la giovane imprenditrice mentre tiene tra le mani un cartello che recita “La vostra speculazione è la nostra morte”.

Poco lontano c’è il titolare di un’azienda di recycling a Carrè: “Siamo dovuti ricorrere alla cassa integrazione a fronte di bollette quadruplicate e di un aumento dei prezzi delle materie prime che si sta traducendo ogni mese in perdite sull’ordine dei 100-140 mila euro”, testimonia Luigino Menegatti.

“Come si fa a sostenere questi costi? Si fallisce”, la sentenza di Loris Azzolin del Bar Matteotti, che regge un cartello dal messaggio inequivocabile: “Stiamo morendo!”. “Questa è un’ingiunzione di pagamento – aggiunge, mostrando il documento -, se non pago l’ultima bolletta da 3 mila euro, lunedì mi staccano la corrente, cioè chiudo. È vergognoso, cosa ci stanno promettendo i candidati alle elezioni?”.

Tra i presenti – racconta l’articolo vicentino – anche qualche famiglia oltre ai commercianti: “Vengo da un lungo periodo di cassa integrazione e ora sono disoccupato, con un mutuo di 500 euro da pagare”, interviene Loris, che mostra una bolletta da 600 euro. Le copie delle fatture sono state infilate in un’urna destinata al prefetto.

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