Vergogna del sindaco PD di Bergamo: usa la bandiera tricolore come straccio per pulire una targhetta (Video)


Di Cristina Gauri – Bergamo, 10 mag – Ma una volta non esisteva il reato di vilipendio alla bandiera? Forse il primo cittadino di Bergamo Giorgio Gori se l’è scordato, o forse se ne frega proprio. Del resto gli esponenti del suo partito, il Pd, in questi ultimi anni si sono distinti per il profondo disprezzo di tutto ciò che gira attorno al concetto di “nazione”, “sovranità”, “identità”, “difesa degli interessi nazionali” in favore del culto del tanto amato “straccio blu con le stellette gialle”, per cui non stupisce se il tricolore viene derubricato a straccio per lucidare le targhe d’ottone.

E’ successo proprio qualche giorno fa a Valtesse, un quartiere periferico della città di Bergamo: il primo cittadino orobico, durante l’inaugurazione di un’area verde ha con estrema nonchalance appallottolato la bandiera italiana e l’ha usata per lucidare minuziosamente la targa d’ottone all’ingresso del parco. “Abbiamo intitolato il parco a Lea Garofalo, collaboratrice di giustizia uccisa nel 2009 dalla ‘Ndrangheta, e l’arena al suo interno a Davide Ferro, ragazzo del quartiere scomparso tragicamente a 28 anni”, ha dichiarato. Uno strano modo di commemorare una vittima della malavita organizzata, quello di insozzare il tricolore. Proprio da chi lo dovrebbe indossare con una fascia, votato e designato dai propri concittadini. “Chissà cosa direbbe Falcone, che per quel tricolore ci è morto”, commenta un utente Facebook. Ma del resto di che ci stupiamo. Stiamo parlando di Gori, quello che nel 2016 aveva proposto di far sorvegliare i parchi agli immigrati, “ad esempio vigilando sull’attività dei bambini”.

mblematico il commento di un altro utente, che riassume un po’ il pensiero (e la preoccupazione) di molti in questo momento: “Se Gori in pubblico usa il tricolore per lucidare/pulire targhe (qualsiasi esse siano), non oso immaginare come lo possa usare nella sua intimità.”

Di Cristina Gauri

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