Valanga d’odio del primario Gnudi contro i non vaccinati: “Fate schifo”. Ecco le violazioni del codice deontologico





Da ByoBlu – Quando si affida la propria salute a un medico ci si aspetta comprensionesoccorso, dovremmo farlo con la tranquillità di essere in mani più che sicure. Non solo dal punto di vista professionale, ma anche umano. Forse tendiamo a dimenticare che la medicina non è solo cervello ma anche cuore, non è solo fredde regole ma anche empatia, soprattutto di fronte al dolore e alla sofferenza. Come vi sentireste a finire nelle mani di un medico che vi cura solo perché deve, che vi disprezza apertamente e si premura di farlo sapere coram populo?

Di certo non ce lo aspettiamo da un Primario. E invece dopo gli infermieri che aspettano “i no vax” per intubarli con il massimo del dolore, arriva Umberto Gnudi, primario del Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedali Riuniti di Pesaro con un post che non fa onore al camice che indossa.

Gnudi, infatti, affida la propria frustrazione a un lungo post di Facebook, dove, lamentando la carenza di posti letto occupati, a sentir lui da “no vax strafottenti”, afferma che non vuole più avere a che fare con loro e che potranno sì beneficiare delle sue cure, perché è il suo lavoro, “ma sappiate che mi fate schifo”. Visto che ormai è cosa nota che anche i vaccinati finiscono in ospedale, in rianimazione e addirittura in terapia intensiva, ci chiediamo se il Dottor Gnudi riservi lo stesso trattamento ai vaccinati che non hanno fatto attenzione a indossare la mascherina nei luoghi chiusi, o che non hanno fatto la terza dose.

Ci chiediamo poi se conosca il codice di deontologia medica. Forse, dopo tutti gli anni passati in corsia a salvare vite, avrà dimenticato qualche articolo fondamentale. Gli veniamo in soccorso, e glielo ricordiamo noi: l’articolo 3, tra i doveri del medico, ricorda che deve tutelare la vita, la salute fisica e psichica dell’Uomo “nel rispetto della libertà e della dignità della persona, senza discriminazione alcuna, quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera”.

All’articolo 4 viene ricordato che un medico deve ispirare la propria attività professionale “ai principi e alle regole della deontologia professionale senza sottostare a interessi, imposizioni o condizionamenti di qualsiasi natura“. Ancora, all’articolo 6 è suo compito salvaguardare “l’efficacia, la sicurezza e l’umanizzazione dei servizi sanitari, contrastando ogni forma di discriminazione nell’accesso alle cure”.

Principi che Gnudi non è il solo ad aver dimenticato. Gli fa compagnia il Dott. Amedeo Giorgetti, medico di base di Recanati che si dice stufo di dover continuare a curare i pazienti non vaccinati che contraggono il Covid. Secondo Ancona Today lo fa apponendo un cartello fuori dal suo studio in cui afferma che “Fino a oggi, il vaccino è l’unica arma per non ammalarsi. Se ha qualche dubbio o timore, sono a disposizione”. Per poi concludere: “Se continuate così il vostro medico è pronto a lasciarvi“. Chissà cosa dirà ai suoi pazienti che, una volta vaccinati, contraggono il virus, si ammalano e in certi casi muoiono anche. 

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