Vaccino, anche i calciatori finiscono discriminati: il Bayern Monaco taglia lo stipendio a chi non si vaccina


Di Franz Becchi – Il club più titolato di Germania, il Bayern München, ha deciso di prendere posizione riguardo ad alcuni giocatori della rosa che non si sono sottoporsi al vaccino. Secondo quanto riportato dal Bild, i giocatori non vaccinati che militano nel Bayern non riceveranno lo stipendio nel caso in cui dovessero ritrovarsi in quarantena.

I giocatori in questione sarebbero Kimmich, Gnabry, Musiala, Choupo Moting e Cuisance. Joshua Kimmich, talento 26enne del Bayern e perno del centrocampo della Nazionale tedesca, era diventato il volto degli sportivi scettici per quanto concerne i vaccini anti-Covid.

Gli effetti avversi del vaccino

Il giocatore ha deciso infatti di non vaccinarsi, in quanto non era a conoscenza degli effetti avversi nel breve e lungo periodo. Effetti che possono colpire direttamente il cuore con miocarditi o pericarditi e che potrebbero condizionare la carriera di uno sportivo. E in effetti, si sono verificati alcuni casi che sembrano confermare questa ipotesi: il calciatore del Sassuolo Pedro Obiang ha infatti manifestato una miocardite in seguito alla vaccinazione.

Una condizione che non gli ha ancora permesso di rientrare sul rettangolo di gioco. Una situazione simile si è verificata anche con l’argentino del Barcellona Sergio Aguero, il cui procuratore sta continuando a smentire un suo addio dal calcio, ma che tuttavia non si è ancora più visto sul campo proprio per un problema al cuore.

Insomma, il vaccino non può essere rifiutato e questo anche al costo di discriminare chiunque si opponga. E così Kimmich, ad esempio, perderebbe 384.000 euro a settimana in caso di quarantena. Diciamo che con lo stipendio milionario che riceve, il centrocampista non farebbe comunque fatica ad arrivare a fine mese. Tuttavia, non si capisce perché a un calciatore che si è vaccinato e che si ritrova in quarantena venga versato lo stipendio intero, mentre a un calciatore non vaccinato questo verrebbe tagliato. Il provvedimento ha tutto l’aspetto di una punizione per i “cattivi” che rifiutano la puntura.

Gli sportivi hanno paura del vaccino anti-Covid?

Ad ogni modo, nella Bundesliga si respira non poca tensione e questo proprio riguardo al vaccino. Sabato 20 novembre, infatti, l’allenatore del Werder Bremen Markus Anfang si è dimesso dal proprio incarico in seguito a uno scandalo che lo indicherebbe in possesso di un certificato vaccinale falsificato. Alla risoluzione del contratto di Anfang è seguita anche quella del suo vice Florian Junge, anche lui indagato per il possesso di un Green Pass apparentemente falso.

Sembra che il vaccino rechi non poca preoccupazione tra le file degli sportivi. A tal punto da fare anche carte false per poter svolgere il proprio lavoro. Solleva inoltre dubbi la vaccinazione di sportivi sani, raramente esposti a gravi infezioni del Covid, ma anzi esposti a effetti avversi del siero che potrebbero addirittura terminare la loro carriera. La discriminazione dei governi europei, e non solo, in confronto della categoria dei non vaccinati non sembra quindi risparmiare nessuno.

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