Usa, scienziati della Fda rovinano il business a Pfizer: “Niente terza dose per tutti, altri rischi medici”


Da Il Tempo – Brutta botta per Pfizer e per la terza dose di vaccino negli Stati Uniti d’America. Un gruppo di esperti della Food and Drug Administration, l’agenzia regolatrice degli Usa, ha votato contro la somministrazione di una terza dose del vaccino Pfizer per tutti i maggiori di 16 anni.

La Fda aveva chiesto al comitato consultivo di valutare i dati di sicurezza ed efficacia presentati dall’azienda e eventualmente capire quali limiti imporre: alla fine il richiamo contro il Covid è stato raccomandato (con voto unanime) per le persone di età pari o superiore a 65 anni e per quelle ad alto rischio di malattie gravi.

Come riferisce Bloomberg alcuni degli esperti della Fda hanno sottolineato che mentre vedono l’iniezione necessaria per gli anziani e gli altri gruppi più vulnerabili, non c’è alcuna impellenza per i più giovani, visto che una terza dose potrebbe comportare altri rischi medici.

“Ci sono fasce di popolazione molto chiare in cui un richiamo può essere appropriato, come gli anziani o gli immunocompromessi. Ma non mi è chiaro se i dati che stiamo vedendo ora siano applicabili o necessari per la popolazione intera”, ha detto lo scienziato del National Institutes of Health Michael Kurilla.

Paul Offit, direttore del Vaccine Education Center presso il Children’s Hospital di Philadelphia, ha sollevato preoccupazioni per il rischio di miocardite, un tipo di infiammazione del cuore, un effetto collaterale che si è verificato tra i più giovani di sesso maschile.

Dopo tale decisioni le azioni di Pfizer sono diminuite dell’1,3% alla Borsa di New York, mentre il titolo di BioNTech è sceso del 3,8%. Giù del 2,5% anche le azioni di Moderna, azienda produttrice dell’altro vaccino a mRna. Sono gli effetti di una clamorosa scelta degli scienziati: in molti negli Usa non si aspettavano questo repentino cambio di scenario sulla terza dose di vaccino anti-Covid.

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