Usa in preda all’isteria buonista, “Via col vento” rimosso dallo streaming: “E’ razzista. Diffonderlo è irresponsabile”


Ilaria Paoletti – New York, 10 giu – Ammettiamolo, visto come girano le cose ultimamente, Via col ventoè durato sin troppo. E infatti, ieri un portavoce del canale Usa Hbo Max ha dichiarato che il film è stato rimosso temporaneamente dalle piattaforme di streaming e che tornerà solo se avrà un’introduzione critica al periodo storico a cui si riferisce. Il colossal del 1939 è è stato rimosso a causa delle proteste che hanno seguito la morte George Floyd.

Via col vento pieno di “pregiudizi razziali”

Secondo i portavoce del canale americano, Via col vento “è un prodotto del suo tempo e raffigura alcuni dei pregiudizi etnici e razziali che, purtroppo, sono stati all’ordine del giorno nella società americana. Queste rappresentazioni razziste erano sbagliate allora e lo sono oggi, e abbiamo ritenuto che mantenere questo titolo senza una spiegazione e una denuncia di quelle rappresentazioni sarebbe irresponsabile”. “Queste rappresentazioni sono certamente in contrasto con i valori di WarnerMedia, quindi quando rimetteremo il film su Hbo Max, tornerà con una discussione sul suo contesto storico, ma sarà presentato come è stato originariamente creato, perché altrimenti sarebbe lo stesso che affermare che questi pregiudizi non sono mai esistiti. Se vogliamo creare un futuro più giusto, equo e inclusivo, dobbiamo prima riconoscere e comprendere la nostra storia“.

Ma con Via col vento la prima nera ha vinto l’Oscar

La rimozione di Via col vento coincide con la denuncia sul Los Angeles Times dello sceneggiatore di 12 anni schiavo, John Ridley, che ha chiesto che il film venisse cancellato perché perpetuerebbe gli stereotipi razziali e glorificherebbe la vita negli Stati del Sud degli Usa. Ci sono alcune cose relative al colossal di Victor Fleming, tuttavia, che “cozzano” con questa demonizzazione: il personaggio di Mami, la domestica di colore, è forse l’unico con dei valori e che riesce a mettere a freno l’ambizione senza limiti di Rossella O’ Hara. Nel film, invero, sono molti gli interpreti di colore che ne escono egregiamente (molto meglio di alcune loro controparti bianche). Inoltre, Via col vento vinse otto Oscar, tra cui il miglior film, migliore attrice per Vivian Leigh, miglior regista per Victor Fleming e, udite udite, a statuetta per la migliore attrice non protagonista andò ad Hattie McDaniel, che è stata in questo modo la prima persona di colore a vincere un Oscar. Non solo: la McDaniel in vita affrontò mille critiche perché non si associò mai al movimento di protesta per i diritti civili, aveva un manager bianco e non si interessò mai di politica. La McDaniel venne definita una “Zio Tom dei bianchi”. Lei rispose dicendo che i loro erano “pregiudizi di classe nei confronti dei domestici” e disse: «Perché dovrei sentirmi in colpa se guadagno 700 dollari a settimana interpretando una cameriera? Se non lo avessi fatto, guadagnerei 7 dollari alla settimana lavorando come una vera donna di servizio». Lavoro che, peraltro, prima di diventare attrice la Mc Daniels svolse effettivamente.  Insomma, ha fatto molto di più Via col vento per combattere i pregiudizi razziali che certi melodrammi semi fantascientifici che vengono prodotti oggi.

Ilaria Paoletti

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