Ungheria, la Ue minaccia, ma Orban non si piega: “Difenderemo la nostra legge per tutelare i minori”


Di Michele Pezza – Si fa sempre più serrato il braccio di ferro tra il gigante Ue e la piccola Ungheria. Al governo (in realtà al Parlamento) di Budapest la Commissione di Bruxelles non perdona il varo di una legge sulla protezione dei minori che fa a cazzotti con la retorica europea in materia di omosessualità.

L’accusa è averla equiparata alla pornografia per discriminare le minoranze Lgbt. «Una vergogna», l’ha bollata Ursula von der Leyen, determinatissima a fare di tutto pur di indurre a più miti consigli il premier Viktor Orban. Compresa l’apertura di una procedura d’infrazione: «Da presidente ne ho aperto più di una quarantina», ha fatto sapere con nonchalance.

Bruxelles blocca i 7 miliardi del Recovery

Nel frattempo, giusto per far capire che non scherza, ha preso in ostaggio i 7 miliardi del Recovery cui avrebbe diritto l’Ungheria, inserendoli di fatto nella trattativa. L’Anonima sequestri non avrebbe saputo far di meglio. Tanto più che l’unico governo sub judice per l’erogazione dei fondi europei è proprio quello magiaro. Solo una coincidenza, ovviamente.

Come finirà lo sapremo domenica prossima, giorno in cui spira il termine ultimo per l’approvazione. Non è escluso che l’intenzione di Bruxelles sia quello di farlo scadere per poi portare l’argomento in sede Ecofin e lì fare barba, capelli e shampoo all’indisciplinato Orban. Comunque sia, finora, però, l’atteggiamento ritorsivo di Bruxelles non sembra aver prodotto l’effetto sperato. Tutt’altro.

La ministra di Orban: «Ritorsione ideologica»

«Il governo non ritirerà la legge, anzi, la difenderà con ogni mezzo legittimo», annuncia infatti da Budapest la ministra della Giustizia, Judit Varga. «L’Ungheria – prosegue – è attaccata in modo brutale e antidemocratico da molti governi europei e dirigenti di istituzioni europee a proposito della legge per la difesa dei minori.

È inaccettabile che il diritto europeo sia usato per battaglie ideologiche. Bruxelles non può rimuovere per nessun motivo politico ciò per cui gli ungheresi hanno lavorato». C’è anche spazio per una tinta di giallo su una presunta visita, poi cancellata, della Von der Leyen a Budapest per consegnare direttamente a Orban la valutazione sul Recovery ungherese. «Nessuna cancellazione perché non c’è stato alcun annuncio», è la secca smentita di Bruxelles.

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