Un’altra nave da guerra Usa con equipaggio completamente vaccinato bloccata in mare per focolaio Covid


Di Valerio Savioli – Roma, 28 dic — A un paio di settimane dalla notizia relativa al focolaio di Covid-19 diffuso sulla Norwegian Breakway, una nave da crociera norvegese in navigazione nei Caraibi, un’altra imbarcazione, questa volta militare, costituita da un equipaggio “immunizzato al 100%”, è nuovamente teatro galleggiante di un focolaio da Covid-19.

Sulla nave da guerra Covid free si sviluppa focolaio

La nave in questione è la USS Milwaukee, una imbarcazione da combattimento litoranea, al momento sta sostando nel porto della Naval Station Guantanamo Bay, dove si era fermata per una visita programmata. Originariamente dispiegata da Mayport, in Florida, il 14 dicembre, a supporto della missione Joint Interagency Task Force South, che comprende operazioni contro il traffico illecito di droga nei Caraibi e nel Pacifico orientale, al momento non si sa quando potrà tornare ad essere operativa.

Equipaggio completamente vaccinato

Così si legge in un comunicato che al momento non specifica quanti siano esattamente i marinai contagiati, né, per forza di cose, la tipologia di variante: “L’equipaggio è immunizzato al 100% e tutti i marinai positivi al COVID-19 sono isolati a bordo e lontano dai membri dell’equipaggio. […] Una parte delle persone infette ha mostrato sintomi lievi. Il vaccino continua a dimostrare efficacia contro malattie gravi”. Come da protocollo, la nave sta seguendo le linee guida dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) per la tracciabilità e i test dei contatti.

USS Theodore Roosevelt: il precedente militare

A inizio 2020 la nave da guerra USS Theodore Roosevelt, operante nella regione del Pacifico, fu messa in quarantena per circa una decina di settimane a Guam, a causa di un focolaio esploso a bordo, dove circa 1.000 dei 4.800 marinai sulla nave furono infettati. Rimasero a bordo solo 800 marinai, con l’obiettivo di far funzionare i sistemi ad alta tecnologia dell’imbarcazione militare, la quale era fornita anche di reattori nucleari.

Il comandante della nave all’epoca inviò una lettera ai funzionari della Marina chiedendo aiuto per affrontare l’epidemia e criticando l’incapacità della Marina di fornire le risorse adeguate. Il comandante fu poi rimosso dal comando della nave dopo l’episodio.

Stigma sociale e perenne emergenza

In un contesto generale che vede una forte crescita di contagi e che continua a farsi sempre più incandescente e invivibile, episodi come questo focolaio, sviluppatosi su una nave da guerra, sono ancora una volta la prova dell’inutile crudeltà della divisione sociale messa in atto normativamente e quotidianamente a reti unificate.

Dovrebbero essere queste le occasioni per superare lo stigma sociale di coloro che scelgono, tuttora rispettando la legge, di non vaccinarsi e di concentrare gli sforzi su una informazione quanto più possibile obiettiva e pluralista, senza la quale risulterà assai difficile uscire da questa situazione di perenne emergenza.

Valerio Savioli

Leggi la notizia su Il Primato Nazionale