Una sopravvissuta alla strage di Odessa: “Un massacro organizzato dal governo golpista ucraino”





Da ByoBlu – Il 2 maggio 2014, presso la Casa dei sindacati di Odessa, persero la vita bruciati vivi 42 persone, 174 furono i feriti. Questo fu il bilancio ufficiale, e forse nemmeno completo, di uno dei più drammatici eventi della storia ucraina, noto con il nome di strage o massacro di Odessa.

Con la rivoluzione colorata, nota con il nome di EuroMaidan, sostenuta da potenze occidentali, in particolar modo gli Stati Uniti d’America, il presidente ucraino eletto Viktor Janukovyc, maggiormente vicino a posizioni russe, fu costretto alla fuga. Al posto del governo ne fu instaurato uno nuovo, favorevole all’ingresso del Paese nell’Unione Europea e sostenuto da forze ultranazionaliste e neonaziste come Pravyj Sektor.


All’indomani di questi eventi, i manifestanti ucraini filorussi diedero vita a proteste in tutte le principali città del Paese, che furono avversate dai gruppi neonazisti. A Odessa gli scontri portarono al drammatico esito. I manifestanti filorussi morirono bruciati vivi nella Casa dei sindacati, dove si erano riuniti.

L’edificio andò a fuoco e la magistratura e polizia ucraina non hanno mai accertato le responsabilità. Quel che è certo è che all’esterno dell’edificio centinaia di sostenitori del nuovo governo, guidati da gruppi neonazisti, lanciarono all’interno bottiglie incendiarie.

Recentemente, a seguito dello scoppio della guerra in Ucraina, Wikipedia, la principale enciclopedia on line del mondo occidentale, ha riscritto la storia di questo drammatico evento. Il titolo della pagina è stato cambiato da “Strage di Odessa” a “Incendio della Casa dei sindacati”.

Prima dell’inizio della guerra, Wikipedia forniva una precisa versione dei fatti. Il rogo veniva definito come un massacro perpetrato ad opera di estremisti di destra, neonazisti e nazionalisti filo occidentali ucraini ai danni dei manifestanti sostenitori del precedente governo filo russo.

Adesso il rogo di Odessa non è più un massacro, ma un semplice incendio verificatosi presso la Casa dei sindacati a seguito di violenti scontri armati tra le fazioni di militanti filo russi e di sostenitori del nuovo corso politico ucraino che ha portato alla morte di 42 persone.
Questo è un esempio di come la propaganda di guerra riesca anche a cambiare la storia.

Su Byoblu interviene in esclusiva Olga Ignatieva, una cittadina ucraina sopravvissuta alla strage, che quel 2 maggio si trovava proprio all’interno della Casa dei sindacati. GUARDA IL VIDEO

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