“Un amico postava Gesù ed è stato ucciso”. Parla un convertito: “Ecco cosa mi fanno gli islamici. Rischio la vita”


Di Fausto Biloslavo – (Baghdad) “Ho deciso di abbandonare la religione musulmana per diventare cristiano. Dopo aver visto quello che è successo, non solo in Iraq, penso che sia una fede migliore, la mia fede”, spiega convinto Ahmed, nome di fantasia, di un giovane musulmano convertito, in segreto, a Baghdad. Nei giorni della storica visita di papa Francesco lo abbiamo incontrato, con tutte le precauzioni del caso, perché convertirsi al cristianesimo può ancora significare una condanna a morte degli estremisti islamici. Ahmed parla un italiano comprensibile, che ha imparato “in rete da autodidatta”. Per la sua incolumità nell’intervista porta non solo la mascherina, ma pure un cappellino che serve a non farsi riconoscere da chi potrebbe vendicarsi, come è capitato a un suo amico, convertito come lui.

“Fin da ragazzo avevo fatto amicizia con una famiglia di cristiani, dei vicini di casa. Così ho cominciato a conoscere la loro fede. Poi mi sono messo a leggere di nascosto il nuovo e vecchio Testamento” racconta l’auto convertito. “Mi sono avvicinato al cristianesimo prima della nascita dello Stato islamico. E ho visto, non solo con l’Isis, come in nome della fede sia stata compiuta una terribile violenza. Le milizie sciite estremiste continuano ad essere dappertutto, in giro per le strade” spiega Ahmed, che da tempo ci aveva contattato per parlare della sua conversione.

“Vorrei farmi battezzare, ma non ho mai osato entrare in una chiesa perché sarebbe un rischio. Sono un musulmano che ha abbracciato il cristianesimo. Un pericolo per me e per loro. La legge in Iraq punisce scelte come la mia anche con la pena di morte” teme il giovane di Baghdad. Gran parte dei convertiti nelle aree a stragrande maggioranza musulmana mantengono segreta la loro scelta per evitare ritorsioni o peggio non solo da parte degli estremisti islamici, ma pure dai propri familiari.

“La famiglia non sa nulla della conversione. Mia madre lo ha capito, ma tutti gli altri sono all’oscuro. Ho tre zii, che mi ammazzerebbero se venissero a saperlo. La mamma, invece, mi ha detto di fare quello che sento, ma di stare molto attento” racconta Ahmed. Anche se non ha mai seguito il catechismo e non è stato ancora battezzato il giovane iracheno è certo: “Nell’animo mi sono già convertito. E per la mia scelta cristiana, rischio la vita ogni giorno”. Un altro convertito come lui la vita l’ha persa per la sua nuova fede. “Avevo un amico, più giovane di me, che si chiamava Mustafa. Si era convertito, ma postava su Facebook i simboli cristiani, l’immagine di Gesù, le parole del Vangelo e attaccava l’estremismo” spiega Ahmed. “Gli avevo detto di fermarsi, che finirà male, che doveva stare attento. Era un ragazzino e non ascoltava i miei consigli – racconta il convertito in segreto – Circa un anno fa è stato rapito e 48 ore dopo i familiari hanno trovato il corpo abbandonato in strada, poco distante da casa. Gli avevano sparato un proiettile in testa. E sul petto aveva un cartello con scritto: “Questa è la fine degli infedeli”.

Per Ahmed è sempre più complicato nascondere la sua auto conversione: “Mi sono reso conto che è difficile rispettare il Ramadan (il mese di digiuno islamico nda) e andare in moschea a pregare. E adesso che mi sento cristiano non posso neanche sposarmi con una donna musulmana”.

Ahmed ha fin dall’inizio un obiettivo, che si è rafforzato con la visita del Papa. “Il mio sogno sarebbe visitare il Vaticano. Ho provato a chiedere il visto all’ambasciata italiana, due volte, ma via posta elettronica mi hanno risposto sempre di no, che non è possibile” spiega il convertito. Alcuni amici, che hanno scelto di abbandonare l’Iraq cercavano di convincerlo a seguire la via clandestina. “Mi dicono fai come noi, che andiamo in Europa passando per la Turchia – rivela Ahmed – ma non voglio usare le rotte dei migranti, dei trafficanti di uomini”. Il giovane convertito si è schierato, come molti suoi coetanei, al fianco delle proteste di piazza dello scorso anno nella capitale contro la corruzione e le milizie, poi represse a fucilate. Nella speranza di un futuro migliore ha una sola certezza: “Credo in Dio, Gesù e Maria. Mi sento cristiano al 100%. Magari mi manca il battesimo, ma talvolta per tutte le difficoltà che sto vivendo forse sono più cristiano di altri”.

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