Un altro schiaffone a Boldrini e PD: di nuovo bocciato l’emendamento per lo sgombero di Casapound



Di Davide Di Stefano – Roma, 5 ago – Il Partito democratico torna a chiedere al governo lo sgombero di CasaPound e si becca un’altra porta in faccia. Alcuni senatori del Pd hanno infatti presentato un ordine del giorno al decreto Sicurezza bis – in discussione oggi al Senato – “per consentire il tempestivo impiego della Forza pubblica per l’esecuzione dei necessari interventi per lo sgombero immediato di tale struttura (CasaPound, ndr)”. Il governo però ha dato parere negativo (sul decreto Sicurezza bis è stato posto il voto di fiducia) e così i senatori del Pd se la prendono con “le tante passerelle della sindaca Raggi e i proclami del Movimento 5 stelle” i quali permettono “a CasaPound rimane nello stabile che da anni occupa a Roma”. 

Già la Camera aveva respinto lo stesso Odg

A portare avanti l’Odg contro CasaPound i senatori Pd Dario Parrinicapogruppo in commissione affari costituzionali e primo firmatario dell’emendamento, Roberta Pinotti, responsabile nazionale difesa e sicurezza dei dem e Franco Mirabelli, vicepresidente del gruppo Pd al Senato. Già il 25 luglio scorso il Pd aveva presentato un Ordine del giorno, questa volta alla Camera, per chiedere lo sgombero di CasaPoundnell’ambito del decreto Sicurezza bis. In quel caso avevano votato contro Lega, Fratelli d’Italia e Movimento 5 Stelle. Un voto che ha respinto l’emendamento Pd e sconfessato di fatto il sindaco di Roma, Virginia Raggi, che la mattina si era presentato sotto la sede di CasaPound per chiedere lo sgombero e la rimozione della scritta in marmo. 

“Governo amico di CasaPound”

“Ancora una volta”, proseguono i senatori dem che hanno firmato l’Odg presentato oggi a palazzo Madama, “il governo giallo verde nero si dimostra forte con i deboli e debole con i forti: promuove lo sgombero di palazzi occupati da famiglie e minori, ma non prende l’impegno di dare seguito alle richieste della prefettura di Roma che ha inserito l’edificio occupato arbitrariamente da CasaPound in via Napoleone III nella lista degli 88 palazzi occupati da liberare, in base a una classifica ottenuta dalla somma dei criteri dettati dal ministero dell’Interno. Il Governo del cambiamento ancora una volta sceglie di essere il governo amico di CasaPound, movimento di matrice neofascista”. 

Di Davide Di Stefano

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