È ufficiale, Camilla è morta a causa del vaccino: ora qualcuno deve pagare, in primis Speranza e Toti


Di Michele Crudelini – Emergono ulteriori novità rispetto al decesso di Camilla Canepa, la ragazza di 18 anni di Genova deceduta lo scorso 10 giugno a seguito della somministrazione del vaccino Astrazeneca.

Nessuna patologia pregressa

Il medico legale Luca Tajana e l’ematologo Franco Piovella hanno infatti depositato alla Procura di Genova, che sta indagando sulla possibile correlazione tra decesso e vaccino, l’ultima relazione.

Camilla Canepa non aveva alcuna patologia pregressa e non aveva preso alcun farmaco. La morte per trombosi è ragionevolmente da riferirsi a un effetto avverso da somministrazione del vaccino anti Covid.

Sembrano quindi non esserci ormai più dubbi sulla causa del decesso della ragazza genovese, che è da attribuirsi alla vaccinazione. Sulla questione è intervenuto anche l’avvocato che assiste la famiglia, Angelo Paone:

La vicenda merita un approfondimento, si è finalmente chiarito che la ragazza non aveva patologie e non prendeva medicinali.

Le insinuazioni senza fondamento del mainstream

Tale notizia smentisce oggi a distanza di mesi tutta una serie di insinuazioni che avevano trovato ampia eco su alcuni giornali mainstream italiani. Il 12 giugno scorso usciva per esempio sul Corriere della Sera un articolo dal titolo “La malattia di Camilla non indicata sulla scheda per il medico vaccinatore”.

Nel pezzo, senza citare fonti, si afferma con certezza che:

La ragazza ha una malattia autoimmune che implica un basso livello di piastrine nel sangue, con certezza un fattore di rischio da tener presente prima della vaccinazione.

Secondo gli articolisti del Corriere della Sera la ragazza era quindi deceduta perché avrebbe omesso una sua patologia preesistente. Patologia che oggi sappiamo essere con certezza del tutto inesistente, come confermato da medico legale, ematologo e avvocato.

Sarebbe auspicabile quindi che il Corriere della Sera pubblichi un articolo di rettifica e di scuse nei confronti della famiglia della ragazza.

Di chi è la responsabilità?

Nel frattempo le indagini continuano, perché la morte di una ragazza di 18 senza patologie deve ricondurre a dei responsabili. La strada sembra essere chiaramente segnata e indica in maniera chiara i promotori di quegli Open day dedicati alla vaccinazione per i più giovani.

Lo stesso avvocato della famiglia riferisce che:

Possiamo osservare però sin d’ora che in realtà la problematica delle controindicazioni su quella fascia di età erano state già evidenziane nel verbale numero 17 del comitato tecnico scientifico che diceva come fosse sconsigliato per le persone sotto i 60 anni.

Ed è interessante ritornare indietro di qualche mese per ricordare cosa diceva il Presidente della Regione LiguriaGiovanni Toti, alla fine di maggio in vista di quegli Open Day. “Ho cancellato la mia prenotazione Pfizer e mi vaccinerò venerdì con AstraZeneca per dare un esempio a tutti coloro che non lo vogliono. AstraZeneca è un vaccino per bene che funziona”.

E sullo stesso Palazzo della Regione ad inizio giugno era comparso uno striscione inquietante dalla scritta “+ vaccinati, +liberi”. Striscione scomparso dopo la morte di Camilla Canepa.

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