Tutti i trucchi del “buonista” Macron per rifilarci i migranti minorenni violando le leggi internazionali


  – Errare humanum est, perseverare autem diabolicum. Sicuramente anche Macron conoscerà uno dei detti più famosi della terra, non ne dubitiamo. Tuttavia a Ventimiglia deve essersi dimenticato di metterlo in pratica. Sono anni, infatti, che Parigi è accusata di respingere in Italia anche migranti minorenni, nonostante la legge impedisca di farlo

Beccati una volta, ci si sarebbe aspettati un cambio di passo. E invece la Francia continua nel suo “diabolico perseverare”. Ignorando regole e rispetto per il Belpaese (guarda il video).

Di racconti e rapporti indignati sui respingimenti dei “minori non accompagnati” ce ne sono a bizzeffe. Un anno fa, un minorenne a InsideOver.com aveva raccontato come, per quattro volte di fila, insieme al “fratellino di 15 anni” avesse tentato di “attraversare il confine”. I gendarmi però li avevano sempre fermati e rispediti al mittente.

Un anno dopo, nulla è cambiato (o quasi). “Quando sono andato a Mentone – ci dice un ragazzo – ho dichiarato di avere 17 anni, avevo il mio certificato. Ma mi hanno rimandato indietro“. Abdel non è l’unico. Ancora oggi i migranti non vengono creduti quando dichiarano di avere 15 o 16 anni e le associazioni denunciano casi in cui, nonostante “l’esistenza di documenti attestanti la minore età“, i fogli vengono “lacerati dalle forze dell’ordine francesi”. E gettati al vento. “Non dovrebbero respingerli“, lamenta Karim, seduto sulle rotaie alla stazione. “Chi non ha 18 anni ha il diritto di andare in Francia. Eppure li fanno tornare. È successo a molti miei amici”.

E pensare che in questi mesi Parigi ha messo nel mirino le politiche migratorie italiane, i porti chiusi di Salvini, il blocco delle imbarcazioni Ong in mare e via dicendo. “In quelle navi ci sono persone, donne incinte, bambini. Io penso che la linea del governo italiano sia vomitevole”, ebbe a dire Gabriel Attal, portavoce di EnMarche!. E più o meno lo stesso ha ripetuto l’attuale portavoce del governo, Sibeth Ndiaye, durante la crisi con Sea Watch, definendo “inaccettabile” il comportamento di Conte&co.

Parigi, allora, dovrebbe forse segnarsi un altro aformisma: “Chi è senza peccato, scagli la prima pietra”. Già, perché le pratiche messe in opera al confine per cacciare i minorenni non sono certo da santi del Paradiso. Tutt’altro. Di sicuro non tengono conto, come richiede la Convenzione internazionale sul Diritti del bambino, del superiore interesse del minore. Anzi. Per le associazioni dimostrano una totale “mancanza di rispetto per i diritti” degli Msna. E sopratutto sono pensate appositamente per ingannare l’Italia, costringendola a riprendere immigrati che dovrebbero rimanere in Francia.

A mettere in fila le “tecniche” ideate dalla polizia francese per rimbarzare gli under 18 verso Ventimiglia è l’associazione Anafé in un lungo rapporto redatto a gennaio del 2019. All’interno vi si trova ogni sorta di stratagemma: dal respingimento immediato in treno, fino alla falsificazione dei documenti.

“Ogni giorno minori non accompagnati venivano respinti direttamente in treno“, spiega Emilie Passelier, di Anafé. Il trucco funziona così: i migranti arrivano in Francia dall’Italia e i gendarmi li fanno scendere alla stazione di Mentone. Secondo le norme Ue (Dublino III), dovrebbero identificarli e, se minorenni, farsene carico. E invece la polizia d’Oltralpe che fa? Invece di portarli negli uffici, li carica subito su un treno contrario diretto a Ventimiglia. Con tanti saluti alle procedure. “Questa tecnica – spiega Pesselier – ha lo scopo di evitare i controlli della polizia italiana, che altrimenti rifiutarebbe il rimpatrio del minore“.

È capitato anche che i gendarmi mettereso in atto un altro “artificio” al limite della legalità. Quando ferma un guppo di immigrati con alcuni minorenni, la polizia francese cerca di “mascherare la natura di minore non accompagnato formalizzando” uno degli immigrati maggiorenni come responsabile legale per i più piccoli. Tu viaggi col minorenne? Ne sei responsabile. Anche se non sei un parenti e magari l’hai conosciuto 10 minuti prima sul vagone.

Dopo le condanne del Tribunale amministrativo di Nizza, queste “pratiche” si sono via via ridotte. Ma il cambiamento “è stato accompagnato da nuovi modi di fare le cose“. Come quello di taroccare i documenti pur di “imbrogliare la polizia italiana“.

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