Trump ripristina la pena di morte: ok dalla Corte Suprema. Già a luglio esecuzione di 3 assassini di bambini


Di Eugenio Palazzini – Roma, 29 giu – Torna la pena di morte a livello federale negli Stati Uniti. E’ quanto deciso dalla Corte Suprema che ha dato il via libera all’amministrazione di Donald Trump per ripristinarla. Si parla di esecuzioni che, sulla base della procedure già annunciate dal Dipartimento di giustizia lo scorso anno, potrebbero adesso riprendere dal prossimo mese dopo quasi 18 anni. Non si verificano infatti dal 2002, anno in cui furono di fatto bloccate durante l’amministrazione del repubblicano Bush. I giudici americani non hanno tecnicamente acconsentito alla richieste di ripristino, ma non intervenendo sul ricorso presentato da quattro detenuti condannati a morte, hanno di fatto dato luce verde.

Esecuzioni federali

Di primo acchito, leggendo questa notizia, qualcuno si chiederà: ma non c’era già la pena di morte negli Stati Uniti? Certo, ma non ovunque e in alcuni casi è stata recentemente abolita. Ad esempio il Colorado ha deciso di eliminarla lo scorso marzo, divenendo il 22° Stato Usa ad abrogare la massima punizione. In questo caso si parla di sentenze capitali federali. In pratica si parla di esecuzioni decise direttamente dal governo degli Stati Uniti nel caso di un grave reato federale. L’imputato così non è più sottoposto alla legge dello Stato dell’Unione, ma direttamente a quella federale del governo.

I detenuti nel braccio della morte

Già nel 2019 l’amministrazione Trump aveva annunciato il ripristino di queste esecuzioni federali tramite iniezioni letali di pentobarbital, ovvero un barbiturico ad azione rapida. Ma il dipartimento di Giustizia, che aveva già programmato le prime esecuzioni, fu bloccato dai ricorsi presentati dai legali di quattro condannati che si trovavano nel braccio della morte. Allora il giudice della Corte federale, Tanya Chutkan, sostenne che le esecuzioni avrebbero violato il Federal Death Penalty Act del 1994. L’atto obbliga il governo federale a seguire i protocolli in uso negli Stati dove i detenuti hanno subito la condanna. Adesso però la Corte suprema ha ribaltato tutto e le prime tre esecuzioni dovrebbero essere eseguite fra il 13 il 17 luglio. Una quarta esecuzioni dovrebbe avvenire ad agosto. Tutti e quattro i casi sono relativi a persone condannate per aver ucciso dei bambini. In totale nelle carceri statunitensi federali vi sono 62 detenuti condannati a morte. Tra questi Dzhokhar Tsarnaev, arrestato nel 2013 per l’attentato alla Maratona di Boston.

Eugenio Palazzini

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