“Troppo debole col terrorismo islamico”: colpo di stato in Burkina Faso, i militari arrestano il presidente Kabore





Di Giovanni Pasero – Il presidente del Burkina Faso, Roch Kabore, è stato arrestato nella capitale Ouagadougou da alcuni militari che si sono ammutinati. Lo riferiscono i media locali, spiegando che i soldati hanno chiesto a Kabore di firmare le sue dimissioni entro 72 ore. Nelle prossime ore è atteso un comunicato dei militari, che hanno chiesto al governo maggiori mezzi per contrastare il terrorismo e cambiamenti all’interno dello Stato Maggiore.

La notizia dell’arresto di Kabore segue manifestazioni di piazza contro il governo di Ouagadougou, alle quali hanno preso parte anche diversi militari. Le forze della sicurezza fedeli al presidente hanno usato gas lacrimogeni per disperdere la protesta. Il ministro della Difesa Aime Barthelemy Simpore ha spiegato che proteste si sono svolte anche in altre città del Burkina Faso. ”Stiamo monitorando la situazione”, ha dichiarando evitando di confermare l’arresto di Kabore. Il ministro ha riferito invece che dieci soldati e cinque civili sono stati arrestati in relazione al tentato golpe.


In Burkina Faso la popolazione ha contestato il governo troppo debole coi terroristi

I soldati erano in rivolta da due giorni in varie caserme del Burkina Faso, compresa una base militare nella capitale del Paese Ouagadougou. Avevano assicurato di non cercare un colpo di stato, ma avevano chiesto l’immediato licenziamento dei vertici della National Intelligence Agency per la loro incapacità nella lotta al jihadismo che da anni affligge il Paese.

Lo hanno reso noto fonti militari del ‘Courrier Confidentiel‘, confermando che gli ammutinati chiedono anche “la formazione di personale adeguato alla minaccia”, una rivalutazione dei bonus che ricevono per combattere in prima linea e una migliore assistenza ai feriti e alle famiglie dei soldati defunti.

L’ultimo attentato in Burkina Faso è del novembe scorso: 57 persone trucidate dalle milizie islamiche. Migliaia di manifestanti erano scesi nelle strade e nelle piazze della capitale per protestare contro l’insicurezza e la conseguente grave crisi umanitaria che dal 2015 travolge il nord e l’est della ex colonia francese. Gruppi armati jihadisti, affiliati a al Qaeda o all’Isis che prendono di mira civili e soldati, sono sempre più frequenti. Durante le proteste a Ouagadougou di fine novembre, i manifestanti hanno denunciato l’incapacità del governo di contrastare i continui attacchi terroristi. Oggi è arrivato, non inatteso, il colpo di Stato dei militari.

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