Troppi casi di trombosi, gli Usa e l’Australia bloccano Johnson&Johnson. “Stop a vaccini simili ad AstraZeneca”


Da Affari Italiani – L’Australia non acquisterà il vaccino Johnson & Johnson. Il governo australiano ha identificato un secondo caso di un raro coagulo di sangue probabilmente collegato al vaccino AstraZeneca. Il governo era in trattative con il gigante farmaceutico con sede nel New Jersey, che aveva chiesto all’autorità di regolamentazione australiana, la Therapeutical Goods Administration, la registrazione provvisoria. Ma il ministro della Salute, Greg Hunt, ha escluso un contratto J&J perché il suo vaccino era simile al prodotto AstraZeneca, per cui l’Australia ha già un contratto per 53,8 milioni di dosi.

Hunt ha detto che il governo sta seguendo il consiglio del gruppo consultivo scientifico e tecnico australiano. “J&J è un altro vaccino vettoriale virale e non raccomandiamo, in questo momento, che il governo acquisti qualsiasi ulteriore vaccino vettoriale virale”, ha detto Hunt ai giornalisti. Crescono intanto le critiche sulle tempistiche della campagna vaccinale.

Vaccino sospeso anche negli Stati Uniti: 

Da Il Tempo – Anche il vaccino Johnson&Johnson finisce nei guai. Gli Stati Uniti d’America hanno imposto uno stop al vaccino Johnson&Johnson dopo alcuni casi di coagulazione. La Food and Drug Administration e i Centers for Disease Control smetteranno di usare il vaccino nei siti federali e hanno sollecitato gli stati a fare la stessa cosa mentre vengono esaminati i problemi di sicurezza.

La notizia bomba arriva dal New York Times, che specifica che sei destinatari del prodotto hanno sviluppato un raro disturbo che porta a coaguli di sangue entro un paio settimane dalla vaccinazione. Tutti e sei i vaccinati erano donne tra i 18 e i 48 anni: una donna è morta e una seconda donna in Nebraska è stata ricoverata in condizioni critiche. Fino ad oggi quasi 7 milioni di persone hanno ricevuto il vaccino di J&J e altre 9 milioni di dosi sono già state spedite agli stati.

La paura dei funzionari federali è che i medici possano non essere pronti a riconoscere il raro problema se i destinatari del vaccino dovessero sviluppare i sintomi. “Il trattamento di questo specifico tipo di coagulo di sangue è diverso dal trattamento che andrebbe tipicamente seguito” l’annuncio della Fda. Adesso gli scienziati statunitensi analizzeranno i possibili legami tra il vaccino e il disturbo e determineranno se continuare ad autorizzare l’uso del vaccino per tutti gli adulti o limitarne la somministrazione.

La commissione consultiva del Cdc per le pratiche di immunizzazione si riunirà domani, mercoledì, per discutere di questi casi e anche la Fda ha lanciato un’indagine sui casi stessi. “Finché il processo non verrà completato, raccomandiamo una pausa nell’uso di questo vaccino per abbondanza di prudenza”, affermano nella dichiarazione congiunta la dottoressa Anne Schuchat, vice direttrice principale del Cdc, e il dottor Peter Marks, direttore del Center for Biologics Evaluation della Fda. Nel frattempo nel pomeriggio in Italia arriveranno proprio 184mila dosi del vaccino Janssen della Johnson & Johnson.

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