Torna l’odio e la violenza squadrista delle Sardine: raffica di offese, insulti e balle contro la Ceccardi


 – Il “lockdown” delle Sardine è finito. Pure loro sono tornate a “lavorare”. E così iniziano già ad avvelenare i pozzi in vista delle regionali. Si sa, il principale obiettivo dei pesciolini è quello di alterare le campagne elettorali e di portare un bacino di voti sulle sponde del centrosinistra quando il fronte progressista arranca nei sondaggi. È accaduto in Emilia Romagna con Bonaccini, accadrà anche in Toscana.

E così l’avversario politico viene subito demonizzato, insultato e messo alla gogna sui social. Non fa eccezione il caso di Susanna Ceccardi, candidata della Lega e del centrodestra contro Giani per la guida della regione rossa. In un lunghissimo post sulla pagina Facebook della sardine viene steso un tappeto d’odio. Il tutto condito da allusioni che etichettano la stessa Ceccardi come impreparata a livello politico e “ignorante”. Basta leggere queste parole per capire il veleno che spruzzano i pesciolini: “Susanna Ceccardi è una politica rampante che ha basato la sua politica su messaggi “semplicisti” per risolvere questioni “molto complesse”, mirando alla pancia delle persone piuttosto che alla testa, alimentando lo scontro tra poveri, distribuendo gratuitamente odio verso il prossimo, condividendo fake news”. Tradotto: un mostro politico. Eppure la Ceccardi ha dimostrato in questi anni a Cascina di essere un amministratore locale preparato.

Al punto che il curriculum politico ha portato il fronte moderato a puntare su di lei per la scalata alla Toscana. Poi le sardine passano direttamente alle “balle”: “Ad oggi non abbiamo ancora letto il suo programma elettorale, il nulla, il silenzio di un qualcosa che non esiste e che va avanti a comizi negazionisti del Covid-19 e dichiarazioni imbarazzanti”. Eppure in tutti i suoi comizi, sulle pagine social e anche nel confronto che si terrà oggi con Giani, la candidata del Carroccio ha spiegato e spiegherà ancora la sua ricetta per la Toscana. Ma il tono con cui le Sardine mettono nel mirino la Ceccardi è abbastanza inquietante.

Il veleno poi viene declinato anche sulla retorica dell’antifascismo. La Ceccardi qualche tempo fa ha detto che “non ha più senso, oggi, definirsi antifascisti”. Marcando con questa frase la distanza generazionale con i fatti del Ventennio ormai lontani quasi un secolo. Ma apriti cielo. Su questo punto le Sardine non mettono a freno le parole: “Riteniamo che l’antifascismo non sia una parola che riguarda il passato, ma al contrario ci ricordi valori quanto mai attuali, e oggigiorno messi purtroppo alla prova”. Poi l’affondo finale in cui arriva uno “spannung” finale di insulti: “Ormai vi conosciamo cari leghisti, è sempre la solita storia: la vergogna non ha mai fine e voi giocate a fare i forti solo con i più deboli: noi di chihuahua ne abbiamo abbastanza, di cialtroni non ne parliamo neanche, ma di voi e della vostra “politica dell’odio” non ne vogliamo proprio sapere!”. Ecco la democrazia dei pesciolini: odio per l’avversario e offese sui social. Il movimento ormai agonizzante ha trovato un’altra boccata di ossigeno per far da stampella a un centrosinistra terrorizzato da una eventuale sconfitta.

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