Torino, senegalese minaccia e terrorizza l’ex fidanzata italiana: “Ti sfregio con l’acido se metti la gonna”. Arrestato


di Davide Ventola – Doveva vivere a Torino come in un villaggio tribale. È la condizione in cui era costretta a vivere una giovane italiana, fidanzata con un cittadino senegalese. La ragazza viveva nel terrore, tra abusi, minacce di morte e violenze indicibili. Provvidenzialmente, un vicino di casa non si è fatto i fatti suoi. Ha chiamato la Polizia, dopo l’ennesima aggressione subita e lo stalker è finito in manette.

Il senegalese fermato dalla Polizia

Il senegalese era tornato nell’appartamento dove aveva appena aggredito la ex per recuperare il proprio smartphone, dimenticato nel trambusto in camera da letto ma è stato arrestato dagli agenti della Squadra Volante di Torino intervenuti a seguito della segnalazione del vicino di casa.

“Ti sfregio e ti rado i capelli”

Secondo il racconto della ragazza, l’uomo, geloso al punto da impedirle di vestire con abiti femminili, e particolarmente minaccioso nei suoi confronti, arrivando a dirle che l’avrebbe sfregiata con l’acido o che le avrebbe rasato i capelli di notte se lo avesse tradito, non aveva accettato la fine della relazione e non le aveva mai restituito le chiavi di casa. Spesso l’immigrato si presentava sotto casa o la chiamava, anche 20 volte al giorno, minacciando di ammazzarla e poi di farla finita.

La donna non aveva il coraggio di denunciarlo

Qualche giorno fa la donna, rientrando a casa, lo ha trovato nell’appartamento da dove non solo si è rifiutato di uscire ma ha preteso di vedere il registro delle chiamate del cellulare. Al rifiuto della vittima, si è impossessato del telefono ed ha cercato di scappare. L’ex compagna cercando di riprendersi il cellulare è rimasta ferita nella colluttazione. L’uomo, dopo essersi allontanato, si è accorto di aver dimenticato il suo telefono. Tornato sui sui passi è stato arrestato dagli agenti.

Il senegalese l’aveva anche mandata in ospedale

Dai racconti della vittima è emersa una precedente aggressione, avvenuta nei primi giorni di settembre, a seguito della quale la stessa ha riportato lesioni giudicate guaribili in 10 giorni. Una settimana fa circa l’uomo si era già introdotto in casa di nascosto ed aveva tentato un approccio sessuale con la ex; finché lei non lo aveva messo in fuga con le sue urla.

L’uomo dovrà rispondere dei reati di atti persecutori e violenza privata e denunciato per lesioni personali, violazione di domicilio, minacce ed appropriazione indebita.

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