Testimonianza choc di una vittima di violenza abbandonata dallo Stato: fermate il prossimo femminicidio!



Riceviamo e pubblichiamo una drammatica lettera di una donna di Alatri vittima di violenze domestiche completamente abbandonata dalle istituzioni. Fermate il prossimo femminicidio finché si è in tempo.

“Cercherò di riassumere le vicende della mia vita, segnata dalle violenze subite e dall’indifferenza delle istituzioni. Sono una donna che durante il matrimonio è stata vittima di violenze domestiche, che sono continuate anche dopo la separazione ed il divorzio.

Preciso che la  “LEGGEREZZA” con cui è stata trattata la mia vicenda da parte delle istituzioni mi ha causato altri anni di violenze e maltrattamenti da parte del mio ex marito, sempre refertati dall’ospedale e oggetto di procedimenti penali, quasi sempre definiti a favore dello stesso, nonostante la presenza di VIDEO, AUDIO, FOTO E TESTIMONI;

in ragione di ciò non mi sono sentita mai tutelata dalle istituzioni e tuttora non lo sono,anzi devo dire che l ‘ unico che è stato aiutato,non so da chi e perché è stato il mio ex marito, in quanto se avesse avuto una condanna pesante ed effettivamente scontata, la vita per me sarebbe stata differente.

Gli episodi di violenza denunciati mi hanno fatto in un certo senso aprire gli occhi sul fatto che nonostante il grande parlare della TUTELA DELLE DONNE, poi nei fatti questa tutela non esista, ed infatti molto spesso quelle che perdono la vita sono le donne.

Si colpevolizzano le donne quando a fronte degli abusi subiti non presentano denuncia, ma poi una volta fatta la denuncia, si viene lasciate sole, in alcuni casi c’è tanto clamore mediatico, ma finito questo si ritorna da sole, ed anzi, spesso si ottiene l ‘ effetto contrario in quando il nostro  ” carnefice” si incattivisce e compie gesti più deleteri, nell’indifferenza delle istituzioni.

Dal canto mio ogni volta che presentavo una nuova denuncia veniva meno la fiducia nella forza pubblica in primo luogo e poi nell’operato della PROCURA DELLA REPUBBLICA , invero tante denunce sono state archiviate senza che io  VENISSI SENTITA né venissero sentiti i testi indicati.

Quando entriamo nelle caserme per denunciare leggiamo affisso ai muri che ” SE LA TUA CASA NON È UN POSTO DOVE TI SENTI AL SICURO PERCHÉ QUALCUNO ASSUME COMPORTAMENTI VIOLENTI VERSO DI TE O VERSO UN ALTRO COMPONENTE DELLA FAMIGLIA CHIAMA IL 112 o 1522″ Io purtroppo li ho chiamati molte volte e l’unico risultato che ho ottenuto sono:

8 PROTRUSIONI ALLA COLONNA

2 POLSI ROTTI (uno 15 giorni di prognosi, l’altro 21 giorni)

3 punti vicino la tempia

NUMEROSI CALCI ADDOSSO CON LE SCARPE ANTINFORTUNISTICA, OLTRE UNA PALA DI ESCREMENTI IN FACCIA,

CALCI E SASSI ADDOSSO

INGIURIE E DISPETTI A NON FINIRE.

È QUESTA LA TUTELA DELLE DONNE?

È QUESTO IL FAMOSO CODICE ROSSO?

È QUESTO IL COMPITO DELLE ISTITUZIONI?

La mia storia, di cui posso fornire tutti i riscontri documenti, evidenzia come negli anni io sono stata lasciata sola da tutte le istituzioni, sopra quelle che avrebbero dovuto proteggermi, anzi mi sembra che il più delle volte si è avuta comprensione e si è favorito l aggressore invece che la vittima.

Ad oggi mi ritrovo con danni permanenti alla salute e nessuno che mi tuteli, nonostante abbia raccontato e documentato la mia storia al PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, ma tutti evitano di prendere posizione in merito a questo DEGRADO cui assisto tutti i giorni.

Mi chiedo perché per me non è stato attivato il codice rosso, nessuno si è messo nei miei panni, anzi vengo derisa e fatta passare per visionaria _ ANCHE IN PRESENZA DI PROVE _, quando la mia unica colpa è stata quella di credere nelle istituzioni e chiedere giustizia.

Ultimamente sono anche oggetto da parte di ignoti di dispetti che potrebbero avere conseguenze nefaste sia per me che per terze persone: trovo le ruote del mio veicolo sgonfie ,i bulloni delle ruote tolti, alcune piante bruciate, la porta di casa forzata, non vorrei pensare male, ma sembrano quasi delle intimidazioni e degli avvertimenti per farmi STARE ZITTA E BUONA;

Ma invece mi spronano a scoperchiare il MARCIO CHE C’È DENTRO LE ISTITUZIONI ( carabinieri, tribunali , procure) affinché NESSUNA DONNA DEBBA SUBIRE E SOFFRIRE COME ME. Alla luce di tutto l ‘ amara conclusione è che l ‘ Italia non è un paese civile dove si rispetta l ‘ essere umano e nel mio caso le istituzioni sono RIUSCITE A CREARMI ULTERIORI PROBLEMI rispetto a quelli che avevo ed ho con il mio ex marito, al posto di aiutarmi ad avere una vita tranquilla e serena come prevedono i principi fondamentali della nostra Costituzione.”

Alatri, 24 marzo 2022

In fede

Lilia Copputelli