Tassare merendine, bibite gassate, bancomat e i biglietti aerei: il folle piano fiscale del governo abusivo PD-M5S





 – Con il nuovo governo pentapiddino è già cambiata l’aria anche sul fronte fiscale. Sepolta ogni residua possibilità di flat tax mentre si attende per fine mese la Nota di aggiornamento al Def per capire che forma prenderà la manovra firmata dal neoministro dem Roberto Gualtieri, si registra nel frattempo un gran fermento di idee su nuove tasse da aggiungere alla lista già record di balzelli italiani. Il grillino Lorenzo Fioramonti, titolare dell’Istruzione, si è già impegnato su due proposte innovative.

Una tassa su merendine e bevande zuccherate consumate dai bambini. E poi una tassa sui biglietti aerei, che colpirebbe tutti aumentando il prezzo dei voli. «L’idea è: faccio un’attività che inquina (volare), ho un sistema di alimentazione sbagliato? Metto una piccola tassa e con questa finanzio attività utili, la scuola e stili di vita sani», ha detto il ministro M5s spiegando la sua ricetta per aumentare gli stipendi degli insegnanti pubblici italiani, facendo pagare gli aumenti ai bambini che comprano uno snack o a chi viaggia in aereo. Ma non è il solo esponente del neonato esecutivo ad essersi lanciato nella creatività fiscale. Anche il ministro della Salute Roberto Speranza, rientrato con Leu miracolosamente in gioco grazie alla virata a sinistra dei grillini, ha subito proposto una misura redistributiva: più tasse per finanziare l’esenzione dal superticket su visite specialistiche e accertamenti delle fasce di reddito (dichiarato, al netto del nero) più basse. «Il tutto facendo pagare il conto a banche, assicurazioni e fondi di investimento» ha annunciato Speranza in versione Robin Hood. Costi che verosimilmente verranno scaricati sui clienti di banche, assicurazioni e fondi. Del resto che il clima sia cambiato lo dimostra anche la tempistica con cui l’Agenzia delle Entrate ha incluso le lezioni di scuola guida per la patente nelle attività tassabili con Iva al 22%. Non significa solo che la patente costerà di più, la nuova disposizione ha valenza retroattiva e si applica a tutti quelli che l’hanno conseguita negli ultimi cinque anni. Una stangata arrivata per puro caso proprio durante i primi vagiti del governo pentadem.

Ma fiutato il nuovo vento redistributivo, ci sono anche fior di professionisti in campo per suggerire alla maggioranza nuovi modalità per trasferire soldi dai contribuenti allo Stato. Stefano Simontacchi, presidente di BonelliErede, propone tra le misure per contrastare l’evasione anche una tassa sui prelievi bancomat: «Si potrebbe introdurre – spiega – una specie di patrimoniale sul bancomat, un 3-5% di tassazione sui prelievi di contanti che eccedono una soglia considerata fisiologica per le piccole spese. Inoltre si può prevedere un incentivo fiscale per l’esercente o prestatore di servizio ad accettare i pagamenti con il Pos». L’altro intervento è sui risparmi nelle cassette di sicurezza, già nel mirino del precedente governo. Il think tank dell’ex viceministro in tre governi Pd Luigi Casero ha appena elaborato una proposta che prevede una tassazione sul 30% o 50% delle somme, e in più l’obbligo di investire il titoli di Stato italiani la restante parte per almeno cinque anni.

Anche la Cgil di Maurizio Landini, estimatore di Conte («Ha dimostrato coraggio politico e profilo istituzionale»), ha suggerito al governo una stretta fiscale sulla «abnorme concentrazione di ricchezza finanziaria e patrimoniale che si è determinata». Cioè una patrimoniale. Sui progetti del governo in tema di tasse Conte è stato molto vago: «L’obiettivo primario è alleggerire la pressione fiscale, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica». Aggiungendo: «Questo governo perseguirà una strategia molto chiara: tutti devono pagare le tasse, affinché tutti possano pagare meno». Formula che in Italia di solito si traduce in un solo modo: far pagare di più quelli che pagano già.

Leggi la notizia su Il Giornale

Segui le nostre rassegne su Facebook e su Twitter- ©RASSEGNEITALIA