Swg: il 59% vuole lo stop alla guerra e chiede i negoziati. Per il 57% le sanzioni non servono



Da La Repubblica – Si intitola “Radar. Niente sarà più come prima”, il sondaggio di Swg che fotografa come la pensano gli italiano dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, dopo l’esplosione del caro bollette. E dopo l’assaggio dello smart working nel periodo della pandemia. Risultato? Vogliono la fine del conflitto e si dividono sul sostegno militare.

Un’ampia percentuale poi, crede sia giusto chiudere un occhio sul mancato pagamento delle utenze di casa. Luce e gas, dunque, possono attendere, in linea con il movimento “Dont’pay” che sta prendendo il via in Inghilterra.

E ancora, avendo scoperto il lavoro agile, in tanti sarebbero disposti a guadagnare dal 5 al 10% in meno dello stipendio, pur di lavorare solo quattro giorni a settimana. Il report va dl 14 al 16 settembre ed è stato tarato su un panel di 800 persone. Ma andiamo con ordine.

Guerra in Ucraina. A fronte della controffensiva Ucraina l’opinione degli italiani non muta molto rispetto ai mesi passati: il 59 per cento vuole lo stop del conflitto e vorrebbe i negoziati, così che i due Paesi  possano accordarsi sui territori. Il 17 per cento è convinto invece che la guerra debba andare avanti almeno finché gli ucraini non abbiano riconquistato le zone perdute.

Una percentuale del 5, invece, è per il non si deporre le armi in attesa che l’esercito di Putin non conquistato tutto il Donbass. Sostegno militare a Zelensky? Il campione degli intervistati si divide: favorevole il 51%, contrario il 49. Il dieci per cento di chi sta con il presidente ucraino, vorrebbe dargli ancora di più appoggio, mentre il 33%  pensa che mandare altre munizioni non faccia altro che allontanare la pace.

Anche sulle sanzioni alla Russia ci sono molte perplessità: il 57 per cento è convinto che le sanzioni in realtà indeboliscano molto poco la Russia. Il 35 per cento invece, non vuole revocarle perché “sarebbe ingiusto”. Il 41 per cento ha dichiarato che “non vanno tolte” perché tanto la mossa non servirebbe comunque ad abbassare i prezzi di gas e materie prime.

E a proposito di prezzi, secondo il report, anche in Italia si sta diffondendo il movimento “Non paghiamo” che prende ispirazione dal “Don’t pay” inglese. La metà del campione, sul al caro bollette, teme che la situazione sarà peggiore del previsto (32 per cento);  tra i più preoccupati ci sono i no vax e chi appartiene al ceto medio -basso.

Il 48 del totale, invece, crede che il problema non sia più grave di come viene raccontato. Solo il 9 per cento vede il futuro leggermente roseo. Ovvero, situazione migliore di quella preventivata. Le difficoltà maggiori sui rincari, riguardano essenzialmente le spese ordinarie delle famiglie. E c’è un crescente pessimismo verso i mesi a venire.

Quanto a tolleranza, il 38% pensa che si possa aspettare un po’ per pagare l’affitto, mentre il 22%, vista la congiuntura economica, che si possa anche non pagarlo. Capitolo lavoro. Secondo il sondaggio Swg, dopo lo scoppio della pandemia e dopo aver provato il lavoro agile a casa, gli italiani hanno cambiato il loro rapporto con il posto fisso.

Fondamentale lo stipendio per arrivare a fine mese. Ma  pur di raggranellare un po’ più di tempo per la vita privata in molti sono disposti (56%) a cedere, dal 5 al 10 percento, dei soldi in busta paga, pur di lavorare un giorno in meno a settimana. E a pensarlo sono maggiormente le donne.

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