Su Facebook l’ira dei medici contro Conte: “Ora basta! Così ci state mandando a morire, dateci le mascherine”




di Roberto Frulli – Su Facebook si scatena l’ira dei medici per il modo in cui la classe politica italiana, il governo Conte, la Protezione Civile e i vertici di alcuni ospedali stanno gestendo l’emergenza Coronavirus in Italia. Sono 90.000 i medici raccolti nella pagina Facebook privata “CoronavirusSars CoV-2 e Covid-19 gruppo per soli medici”.

Un esercito di operatori della Sanità, che, in questo momento, raccontano, in presa diretta, quello che sta succedendo negli ospedali italiani per il Coronavirus. E lo raccontano molto meglio dei numeri, pure spietati, che ieri parlavano di 4824 operatori sanitari, fra medici e infermieri contagiati dal Coronavirus.

Coronavirus, quasi 5.000 medici e infermieri contagiati

Una guerra che ha i suoi morti. Anche qui tanti, troppi quelli con il camice bianco caduti sotto il Coronavirus.

Medici richiamati dalla meritata pensione. Morti perché non adeguatamente protetti dallo Stato. Che si permette di offrire in qualche caso un umiliante e offensivo rimborso spese.

In prima linea ci sono anche gli specializzandi. Anche loro senza protezioni. O con protezioni inadeguate. Come i colleghi con più esperienza. Tutti mandati allo sbaraglio contro il Coronavirus. Da un governo di dilettanti.

A medici e infermieri contagiati niente tamponi

Storie indecenti e inaccettabili che si assomigliano terribilmente quelle finite sulla pagina Facebook privata “Coronavirus” dei 90.000 medici italiani.

Protesta, dietro la garanzia dell’anonimato, uno specializzando romano inviato in prima linea in un ospedale lombardo.

Così ci mandano a morire. È una follia. Io lavoro da 4 giorni con la stessa mascherina chirurgica. Sto andando a cercare, a mie spese, una mascherina adeguata. Ma è inutile perché fra qualche giorno bisognerà gettarla. È il ricambio non c’e“.

Rivela di una collega che aveva qualche linea di febbre e influenza. È stata mandata a casa per 14 giorni. Poi è stata richiamata senza che nessuno le facesse il tampone. È stata rimessa sulla prima linea del Coronavirus con protezioni inadeguate

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