Studio Pfizer sugli effetti collaterali (quindi ce ne sono?) a Genova. Hanno aderito 150 “cavie” a 171 euro l’una





Di – GENOVA – La multinazionale Pfizer-Biontech ha scelto Genova, unica città in Italia, per uno studio sui vaccini anti-covid. Assoldando volontari.

Quindi dopo oltre un anno, e dopo aver vaccinato di tutto e di più, con le buone e con le cattive, parte lo studio sugli effetti collaterali della somministrazione dei vaccini. “Fate con comodo” ci verrebbe da dire. Ma ci risponderebbero: “Che potevamo fare, c’era fretta e i macachi son protetti dal WWF”. Giusto. “Ma non avevate detto che non c’erano effetti collaterali?” obietteremmo. Ma ci risponderebbero: “E che ne sapevamo? C’era fretta e i macachi etc etc…Ci abbiam provato insomma, a vostro rischio e pericolo ovviamente”.


Ordunque a breve la Pfizer avrà i suoi dati certi sugli effetti collaterali, finalmente. Al modico costo di 171 euro per cavia. Grazie a tutti per la collaborazione.

Questo l’articolo di Ansa.it:

Sono tre i Paesi coinvolti, 20 i centri di ricerca tra i quali l’unico italiano è quello diretto dal professor Giancarlo Icardi, direttore del dipartimento di Igiene dell’ospedale policlinico San Martino.

L’indagine, come riporta l’edizione locale di Repubblica, coinvolgerà 13 mila persone nel mondo. A Genova hanno già aderito 150 volontari. In pratica chi parteciperà alla ricerca dovrà rispondere ad alcuni test sullo stato di salute nell’arco di due anni dopo la somministrazione delle due dosi di vaccino.

Inizialmente i questionari verranno distribuiti alle settimane uni, due, quattro, sei e otto dopo la prima e la seconda dose e poi ogni tre mesi fino al completamento dello studio. Chi parteciperà al progetto riceverà un compenso di 171 euro totali.

“Lo scopo di questo studio – ha spiegato Icardi – è acquisire maggiori informazioni sugli effetti di Cominarty nel contesto del mondo reale. E’ uno studio molto importante perché è di tipo osservazionale4 ed è coordinato dall’Istituto Superiore di sanità”.

A differenza della sorveglianza passiva “questo studio – prosegue il professore – consiste in una sorveglianza attiva, in cui il soggetto viene invitato anche a segnalare qualsiasi evento che nota, sia quelli che sono gli effetti collaterali prevedibili, già riportati nella scheda tecnica del vaccino, sia qualsiasi altro sintomo”. Al termine dello studio i dati saranno analizzati per isolare eventuali, effettive, connessioni tra manifestazioni e somministrazione del vaccino.

L’articolo di Ansa

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