Studio Oxford: sanitari vaccinati con doppia dose hanno carica virale 251 volte superiore ai primi ceppi del virus


Di Francesco CapoOperatori sanitari con ciclo vaccinale completato e positivi alla variante delta del virus, sono risultati portatori di una carica virale 251 volte superiore a quella dei primi ceppi registrati tra marzo e aprile 2020.

Sono i risultati di uno studio condotto da ricercatori universitari vietnamiti del prestigioso Centro di ricerca clinica dell’Università di Oxford a Ho Chi Minh, pubblicato in fase di pre-print su The Lancet.

Questo lavoro scientifico giunge a conclusioni ancor più preoccupanti rispetto a quello di una ricerca del Public Health England, agenzia del Ministero della Salute inglese, secondo cui le cariche virali tra persone vaccinate e persone non vaccinate sarebbero pressocchè simili.

È bene precisare che lo studio dei ricercatori vietnamiti è in pre-print. Ciò significa che l’articolo è ancora in fase di bozza e deve essere sottoposto alla cosiddetta revisione paritaria, cioè i dati e l’intero lavoro devono essere ancora controllati da scienziati aventi competenze analoghe a quelle degli autori dello studio.

Uno studio in pre-print non può essere utilizzato per prendere decisioni cliniche e di salute pubblica. I ricercatori vietnamiti dell’Università di Oxford hanno analizzato per due settimane 62 operatori sanitari dell’ospedale di Ho Chi Minh, sette o otto settimane dopo la seconda dose: 49 sono risultati pre-sintomatici e uno solo ha richiesto un supplemento di ossigeno. Tutti si sono ripresi senza conseguenze mediche significative. I ricercatori hanno sequenziato 23 ceppi di variante delta.

Le loro conclusioni sono che le infezioni da variante delta sono associate a cariche virali elevate e che i vaccini inducono bassi livelli di anticorpi neutralizzanti, il che spiega la capacità dei vaccinati di infettarsi e di infettare.
È dunque verosimile pensare che gli operatori sanitari abbiano trasmesso il virus ad altri colleghi vaccinati e a non vaccinati, compresi i pazienti dell’ospedale.

Peter McCullogh, cardiologo clinico statunitense fautore delle terapie domiciliari precoci, su The Defender, l’organo di informazione della Children’s Health Defense, ha commentato che questo studio potrebbe spiegare la formidabile capacità di diffusione della variante delta: le persone vaccinate sarebbero “super diffusori dell’infezione e “si comporterebbe come veri e proprio pazienti covid“, in grado di far girare il virus.
Secondo McCullogh i vaccinati starebbero alimentando le nuove ondate e continuare a vaccinare non farà che peggiorare la situazione.

Se i risultati dei ricercatori dell’Università di Oxford fossero confermati dalla comunità scientifica, la campagna di vaccinazione dovrebbe essere ripensata in tutto il mondo e probabilmente fermata, come sostiene McCullogh.

Da questo studio si può comunque evincere ancora una volta che uno strumento come il green pass non soltanto è inutile a livello sanitario, ma anche dannoso visto che i vaccinati potrebbero essere addirittura super-diffusori.

Sembra di vivere invece un mondo all’incontrario. Proprio con il lasciapassare verde ad essere, invece, privati di libertà e diritti sono le persone non vaccinate in piena salute.

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