Strage Covid, commesse sospette, carte segretate: “Speranza ha mentito”, la commissione d’inchiesta farà chiarezza”


da Il Giornale – È ormai questione di giorni. Al massimo un paio di settimane e poi alla Camera partirà l’iter per l’istituzione della commissione di inchiesta sulla gestione della pandemia. L’obiettivo è mettere sotto la lente d’ingrandimento tutti gli errori, le omissioni e le mancanze. Niente sconti. «Bisogna andare fino in fondo», assicura il viceministro alle Infrastrutture Galeazzo Bignami, tra i primi a chiedere un’indagine sul disastroso triennio Covid. Disastri che portano soprattutto il colore giallorosso.

Viceministro Bignami, sarà una delle tante commissioni o arriveremo a qualcosa?

«Non scherziamo. L’obiettivo è fare chiarezza su tutto: dall’assenza del piano pandemico ai verbali secretati, dalla carenza dei dispositivi alle mascherine di Arcuri. Ma non dimenticheremo quel che è successo in Val Seriana, coi militari dispiegati e poi ritirati. E le cure domiciliari negate. L’azione della Commissione deve riguardare tutto, sennò non ha senso partire».

Uno dei punti da chiarire è sicuramente il piano pandemico: cosa andò storto all’inizio del 2020?

«Direi tutto. Il Piano pandemico funziona come un sistema antincendio. Non spegne il focolaio, ma ti fa guadagnare tempo per metterti in sicurezza. Il nostro era vecchio, non aggiornato. Ma nonostante ciò, se fosse stato attivato, avrebbe aiutato. Invece si è deciso di non farlo e di crearne in corsa uno nuovo. Ma ormai era troppo tardi e l’Italia ha pagato un caro prezzo».

A proposito di piano pandemico chi avrebbe dovuto tutelare e non lo ha fatto?

«Il ministero della Salute. Dal 2014 al 2020 tutti i ministri hanno mancato di aggiornare il Piano. Non solo. Dal ministero addirittura rassicuravano l’Unione europea che il nostro sistema di preparazione e risposta ad eventuali eventi pandemici era pronto ed efficace. Mentivano, sapendo di mentire».

Nei primi mesi del 2020 il governo studiò anche un piano Covid che, però, non arrivò mai alle regioni. Perché?

«Perché era troppo tardi. Il Cts decise di elaborare un nuovo piano anti virus il 13 febbraio, negando l’utilità del Piano del 2006 credo perché questo avrebbe significato per molti dei suoi componenti ammettere che avevano abbandonato negli anni uno strumento necessario. Il nuovo Piano fu presentato a inizio marzo, ma il virus ormai era dilagato e l’Italia fu messa in lockdown come misura di cieca disperazione, per usare le parole di quell’esperto di Ricciardi».

La commissione punterà anche a far luce sulle commesse firmate in quei primi mesi di pandemia. Cosa non torna?

«Vi cito un episodio. Il 12 febbraio 2020 Ruocco, segretario generale del ministero, riferisce che non c’erano dispositivi sanitari. Ma il 15 febbraio il governo Conte-Speranza dispone l’invio di 5 tonnellate di materiale sanitario in Cina. Perché se non avevamo dispositivi li mandiamo in Cina? Perché immediatamente dopo attiviamo forme di acquisto straordinarie, di fatto senza alcun controllo, spendendo miliardi? Conveniva a qualcuno?».

A proposito di 5 Stelle e Pd, perché sono contrari a far luce su quanto accaduto?

«Le sinistre hanno una idiosincrasia nei confronti della verità. In questo caso sanno bene che la gestione di Pd e M5S fu una sequela di errori continui».

Faccia almeno un esempio.

«Quando dicono che non volevano seminare panico e quindi non dissero nulla sulla gravità della situazione: questo è esattamente il contrario di quel che prevedono i Regolamenti Sanitari Internazionali che dicono che la prima cosa da fare è informare la popolazione per creare comportamenti adeguati e responsabili. Ma di esempi ne potrei fare molti, purtroppo».

Fino a che punto si spingerà a indagare la commissione?

«Fino in fondo. Per questo non intendiamo assegnare un periodo di indagine definito. La precedente proposta di commissione di inchiesta era una farsa. Diceva che bisognava indagare su quello che era successo fino al 30 gennaio 2020 ed in Cina».

E voi invece?

«Noi invece intendiamo indagare anche su quello che sta accadendo in queste ore, in cui ancora ci sono soggetti che operano nel solco degli errori compiuti, per proteggere se stessi a danno degli italiani».

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