Spacciatore tunisino ucciso a Bergamo: il 19enne italiano si è difeso dall’aggressione con una bottiglia rotta


Da Today – Il giovane di 19 anni accusato di aver accoltellato e ucciso Tayari Marouan a Bergamo ha raccontato ai pm di essersi difeso. Secondo il suo racconto, Marouan lo avrebbe prima insultato per aver urtato la figlia dodicenne e poi avrebbe impugnato una bottiglia rotta con la quale lo avrebbe minacciato.

Il 34enne tunisino è stato poi accoltellato a morte davanti alla sua famiglia. L’interrogatorio di Patelli è durato tutta la notte. Il ragazzo, italiano incensurato, ha risposto solo ad alcune delle domande del pm Paolo Mandurino, per poi decidere di avvalersi della facoltà di non rispondere.

In sostanza ha raccontato di essersi difeso da Tayari dopo che quest’ultimo lo avrebbe insultato per aver urtato la figlia dodicenne. La famiglia della vittima, stando al racconto del fermato, si era seduta sui gradini fuori casa sua: Tayari, la moglie italiana e le due figlie, la più grande di 12 anni e la più piccola, nel passeggino.

A quel punto il 19enne sarebbe stato minacciato con una bottiglia rotta e avrebbe quindi ferito mortalmente il tunisino, regolare in Italia da tempo, con un coltello a serramanico. Una violenza feroce. Tutti elementi che gli inquirenti stanno cercando di ricostruire e verificare.

Nelle prossime ore si terrà l’interrogatorio di convalida del giovane, che è in carcere a Bergamo. Il ragazzo è accusato di omicidio aggravato dell’aver agito per motivi futili o abietti: questa la contestazione mossa dai carabinieri e dalla procura al 19enne di Bergamo in carcere per l’omicidio di Tayari Marouan.

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