“Sosteniamo la democrazia”: la Pelosi atterra a Taiwan e provoca. La Cina schiera jet e missili sullo stretto



Da Il Primato Nazionale – Roma, 3 ago – Nancy Pelosi arriva a Taiwan con il “solito” “sostegno alla democrazia”, sparato ai quattro venti davanti ai media di mezzo mondo, come riporta l’Ansa.

Pelosi a Taiwan, la “democrazia” che non manca mai

Nancy Pelosi arriva Taipei e lancia rassicurazioni di appoggio americano all’isola, in particolare, che gli Usa “non abbandoneranno il proprio impegno nei confronti di Taiwan”. Nello Stretto, il clima è rovente. E lo è da tempo.  Pelosi incontra il presidente Tsai Ing-wen e riceve un’onorificenza per gli sforzi profusi nella collaborazione tra i due Paesi. Per Tsai la Pelosi è “una autentica amica” di Taiwan, senza dimenticare che l’isola “è un partner affidabile degli Usa”.

Un’amicizia che “nessuna minaccia militare ci potrebbe far arretrare”.Il Consiglio di sicurezza nazionale, per bocca del portavoce John Kirby, dal canto suo, afferma in un briefing alla stampa di voler monitorare il viaggio della Pelosi, vigilando “per garantire la sua sicurezza”. Poi si “ripara”, ribadendo: “Gli Usa non sostengono l’indipendenza di Taiwan e supportano la politica dell’Unica Cina”.

Cina, Taiwan e Usa: tensione alle stelle

Magari saranno solo parole, come spesso avviene nel contesto in esame. Ma è sempre consigliabile mantenere i toni bassi, visto che gli incidenti possono capitare e – Dio non voglia – detonare. Oltre alla definizione di “grave provocazione”, già espressa ieri dagli ambienti governativi di Pechino, adesso ci sono alcune mosse, quanto meno ufficiali, dalla sponda cinese. Anzitutto, il ministero degli Esteri cinese ha convocato l’ambasciatore americano a Pechino, Nicholas Burns, poco dopo l’arrivo della Pelosi a Taiwan.

“Forte opposizione e ferma condanna” è  stato il concetto espresso. Un concetto espresso anche dal vice ministro Xie Feng, secondo cui gli Usa avrebbero “dovuto frenare la mossa senza scrupoli di Pelosi e impedirle di andare contro la tendenza storica, ma invece l’ha assecondata e ha collaborato con lei, il che aggrava la tensione nello Stretto di Taiwan e danneggia gravemente i legami tra Cina-Usa”. Poi Pechino, secondo i media cinesi, ha inviato caccia Su-35 dell’Esercito popolare proprio sullo Stretto di Taiwan.

Il ministero della Difesa di Taipei, poi, denuncia l’incursione di 21 aerei. La Cina, questo è certo, muove i suoi uomini e lancia una campagna di esercitazioni militari su vasta scala intorno all’isola. La ritorsione quanto meno simbolica alla visita della Pelosi è iniziata. E Taiwan, ovviamente, condanna a sua volta. Secondo la portavoce Sun Li-fang, operazioni “contro le regole Onu”, una mossa “irrazionale per sfidare l’ordine internazionale”. Ovviamente, le forze armate dell’isola “difenderanno la sicurezza nazionale”.

Alberto Celletti

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