Sorpresa! Toghe rosse di Magistratura Democratica contro il green pass: “È incostituzionale, viola le libertà personali”





Di Niccolò Magnani – Sulla rivista giuridica di “Magistratura Democratica” – una corrente tra le più importanti nella galassia dei giudici in area centrosinistra – il 4 agosto è stato pubblicato un pamphlet dell’Osservatorio Permanente per la Legalità Costituzionale che pone il Decreto sul Green Pass in sostanza sui binari dell’incostituzionalità (tanto italiana quanto europea).

L’osservatorio vede il contributo di costituzionalisti come il Direttore, Prof. Alberto Lucarelli, Marina Calamo Specchia, Fiammetta Salmoni e Michele della Morte, civilisti come Ugo Mattei, Piergiuseppe Monateri e Luca Nivarra, l’internazionalista Pasquale de Sena e l’amministrativista Sergio Foa: nella pubblicazione del report viene fortemente criticato l’uso scelto dal Governo per l’adozione del Green Pass, sulla scia di quanto similmente sta avvenendo in Francia con la Corte Costituzionale chiamata entro domani a porre verdetto sulla legalità o meno dell’obbligo posto dall’esecutivo.

«L’istituto del Green pass merita particolare attenzione, in quanto si articola tra garanzia delle libertà fondamentali e doveri di solidarietà economica e sociale, con immediate ricadute sul principio di eguaglianza», introduce il rapporto dell’Osservatorio che giunge nei giorni molto caldi per le discussioni in maggioranza sull’estensione ulteriore del Green Pass anche per i settori come la scuola, i trasporti e le aziende.

Il decreto in questione è quello approvato il 14 giugno 2021 dal Parlamento e dal Consiglio il Regolamento (UE) 2021/953 , lo stesso che ha previsto un certificato verde digitale per agevolare la libera circolazione sicura dei cittadini nell’UE durante la pandemia da COVID-19. Lo studio sottolinea innanzitutto che nessuna delle tre condizioni poste dal certificato (vaccino, tampone negativo, guarigione da Covid) è garanzia scientifica di non contagiosità: «Si tratta di aspetti che non si possono trascurare tanto nella fase in cui il vaccino è ancora in fase sperimentale (avendo ottenuto solo un’autorizzazione di emergenza) quanto a sperimentazione avvenuta se la capacità di limitare il contagio non dovesse risultare confermata».

TUTTI I DUBBI SUL GREEN PASS

Sono diversi i dubbi giuridici e legislativi posti dall’Osservatorio Permanente sull’istituzione del Green Pass: in primo luogo, «l’impressione è che con l’ultimo suddetto Decreto-legge, l’ordinamento giuridico italiano non recepirebbe le scelte del diritto europeo in materia di Green pass, ovvero la facilitazione della libertà di circolazione in sicurezza tesa a sopprimere la quarantena obbligatoria. Al contrario il d.l. n. 105/2021 sembrerebbe conferire al Green pass natura di norma cogente ad effetti plurimi di discriminazione e trattamento differenziato».

Non solo, dal 6 agosto saranno imposte diverse limitazioni in Italia per chi non dovesse essere in possesso di un vaccino anti-Covid somministrato: «saremo in presenza di trattamenti differenziati per andare al ristorante, al teatro, ai centri culturali, e già si parla di introdurli progressivamente anche per l’esercizio di dirittidoveri fondamentali, come andare a scuola o al lavoro», sottolineano ancora i magistrati ed esperti intervenuti sul report dell’Osservatorio. Il rischio avanzato è che l’obbligo vaccinale escluso, per il momento vista l’assenza di legge, venga in qualche modo inserito in maniera sotterranea e “surrettizia” con l’obbligo di Green Pass: «appare di debole sostenibilità giuridica l’art. 3 comma 3 del decreto legge de quo che attribuisce ai titolari o gestori di servizi il potere di verificare l’accesso ai predetti servizi e attività e che ciò avvenga nel rispetto delle prescrizioni adottate».

In poche parole, per l’Osservatorio, si va configurando un potere di polizia diffuso che potrà essere esercitato da persone «non immediatamente individuabili, e soprattutto esercitabile su libertà fondamentali». L’ulteriore conseguenza, conclude l’Osservatorio, è che vi risulterebbero compresse inevitabilmente «libertà costituzionali fondamentali (libertà personale e libertà di circolazione prime fra tutte) e violati principi costituzionali fondamentali come il principio di eguaglianza, il principio di legalità ed il principio della certezza del diritto».

Lo scontro in essere dunque non è tanto tra “pro-vax e no-vax”, e neanche tra pro/contro Green Pass, o tra responsabili e irresponsabili: «il tema di fondo è come tutelare la salute nel rispetto della Costituzione, riuscendo a distinguere provvedimenti costituzionalmente orientati da provvedimenti che si muovono al di fuori del perimetro costituzionale. Il diritto alla salute, quale diritto fondamentale del singolo e interesse della collettività resta una priorità assoluta, ma da perseguire con provvedimenti che, come si è detto in premessa, si articolino con equilibrio tra tutela dei diritti ed inderogabilità dei doveri». Incostituzionale ma anche contro le direttive europee, come spiegano i magistrati: le norme del Consiglio Europeo puntano il Green Pass come strumento che non permetta alcune discriminazione per chiunque decida di non vaccinarsi: si lega a questo poi la mancanza di dosi necessarie per coprire globalmente anche popolazioni e Paesi vicini ai nostri, «e ciò evidenzia un altro cruciale aspetto della questione in gioco, quella dell’eguale accesso alle cure». I dubbi sono tanti, le discussioni da fare ancora svariate, e senza per questo che magistrati e studiosi autorevoli possano essere bollato come “no vax” per il semplice fatto di aver sottolineato tutte le perplessità in merito al Green Pass.

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