Siria, islamisti fanno un’altra strage di cristiani: morti 4 bambini tra i 6 ed i 10 anni. Ma nessuno si indigna




Di Mauro Indelicato Nelle zone in cui in queste ore si concentrano i principali combattimenti in Siria, sorgono alcuni villaggi cristiani che adesso appaiono come i primi destinatari delle ritorsioni dei gruppi islamisti che indietreggiano per via delle avanzate dell’esercito siriano. E domenica alcuni razzi fanno strage di ragazzini intenti a seguire messa. Il tutto mentre in occidente la notizia sembra passare quasi inosservata.

la strage a nord di hama


Teatro di questo macabro episodio è un villaggio che si trova nella parte settentrionale della provincia di Hama, il cui capoluogo è sempre rimasto in mano governativa durante gli anni del conflitto e che rappresenta la quarta città del paese. Il fronte non è così lontano: a circa 100 km a nord di Hama, inizia la provincia di Idlib. Si tratta dell’unico territorio in mano islamista rimasto in Siria, dominato dai gruppi di Tahrir Al Sham ossia gli ex del Fronte Al Nusra. A dispetto dei nomi cambiati in questi anni, si tratta si miliziani ben addestrati che si rifanno alla filiale siriana di Al Qaeda anche se tanti combattenti risultano stranieri.

Proprio a ridosso del confine tra le provincia di Hama ed Idlib, sorgono per l’appunto alcuni villaggi a maggioranza cristiana mai toccati dal conflitto in quanto controllati dall’esercito siriano. Dopo mesi di silenzio, il rumore delle armi nelle scorse settimane torna pesantemente a risuonare: al termine della scorsa estate, la provincia di Idlib viene considerata tra i territori di “de escalation” gestiti dalla mediazione di Russia e Turchia, ma dopo gli attacchi islamisti di inizio anno alla base russa di Latakia per mezzo di alcuni droni, da Mosca prima e da Damasco poi si decide di reagire. Da qui la ripresa dei bombardamenti, a cui fa seguito una prima azione di terra volta a sfondare le difese islamiste proprio a nord  di Hama.

Per tutta risposta, i terroristi prendono di mira i villaggi cristiani. Non è un caso che un pesante raggio di lanci venga effettuato da Idlib verso Hama proprio nel giorno di domenica. I miliziani di Tahrir Al Sham sanno che in queste località la domenica le piazze ed i luoghi di ritrovo sono pieni di gente per via delle messe. Alcuni razzi raggiungono il villaggio di Al-Sekelbiya. Ed è qui che si consuma la strage: muoiono quattro bambini tra i 6 ed i 10 anni, assieme alla loro catechista. A confermare la notizia è l’agenzia siriana Sana, che a sua volta riprende le testimonianze raccolte dal gruppo Acs, Aiuto alla Chiesa che Soffre. I razzi piovuti su questo villaggio cristiano, feriscono anche sei bimbi. Un incubo che trasforma una normale domenica in un vero e proprio inferno.

ritorsione contro le avanzate governative

Si tratta di un brutale atto terroristico: nella zona non sono presenti obiettivi militari, né basi di battaglioni e reparti in queste settimane impegnati contro Tahrir Al Sham tra Hama ed Idlib. Chi lancia i razzi contro Al-Sekelbiya, lo fa unicamente per intimorire i cristiani presenti nella zona ed attuare la più ignobile delle ritorsioni, che fa strage di bambini. L’esercito di Damasco intanto avanza, dopo aver conquistato alcune località strategiche che lo spingono verso i confini della provincia di Idlib.

Ciò che si teme adesso è un’escalation da parte dei terroristi di pari passo con le avanzate governative. Le associazioni locali cristiane lanciano appelli affinché si prendano iniziative volte a tutelare le comunità. Appelli però che, almeno per il momento, non sembrano sortire la sperata solidarietà in occidente.

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