Sinistra sotto choc in Germania: il presidente della Turingia eletto con i voti dell’estrema destra AfD




Di Valerio Benedetti – Berlino, 6 feb – Prendete il peggior lutto della vostra vita, moltiplicatelo per tre e avrete come risultato il sentimento comune alla maggioranza dei tedeschi. Perché questo è quello che ha provocato il ribaltone politico in Turingia: un grande lutto nazionale. Il motivo? Il nuovo presidente del parlamento regionale di Erfurt è stato eletto grazie ai voti dell’Afd, il partito sovranista tedesco. Un evento talmente inaspettato che ha finito per scuotere l’intera nazione.

La Turingia infrange un tabù

Ma riavvolgiamo un attimo il nastro. Lo scorso ottobre si sono tenute le elezioni per il rinnovo del parlamento regionale della Turingia: l’Afd si laureò secondo partito con un clamoroso 23,4%, mentre la Cdu (il partito della Merkel) colò a picco (-11,7%). Questo risultato ha di fatto reso impossibile al presidente uscente, Bodo Ramelow (Linke), di riformare la giunta rosso-rosso-verde (Linke, Spd e Verdi) che aveva governato sino ad allora. Ogni altra maggioranza era di fatto esclusa: un esecutivo Cdu-Linke – l’unico ad avere teoricamente i numeri – sarebbe stato per entrambi i partiti politicamente imbarazzante, laddove attorno all’Afd continuava a esserci un infrangibile cordone sanitario. Di recente si è quindi passati alle votazioni per l’elezione del presidente del Landtag. La procedura prevede due scrutini in cui è richiesta la maggioranza assoluta dei voti. Però, visto il caos provocato dalle elezioni, in entrambi i casi Ramelow non è riuscito a ottenere il mandato. È stata poi la volta della terza e ultima votazione, in cui è sufficiente raggiungere la maggioranza relativa. E qui è avvenuto il ribaltone: Cdu e Afd hanno fatto convergere i propri voti sul candidato dei Liberali (Fdp), Thomas Kemmerich, che ha superato Ramelow per un solo voto e ha ottenuto la tanto ambita presidenza.

Ora trema anche la «grande coalizione»

Questa elezione a sorpresa ha quindi causato un terremoto politico senza precedenti. La scossa, infatti, è arrivata sino a Berlino, e i suoi effetti sono ancora imprevedibili. Mentre i media mainstream stanno gridando allo «scandalo» e all’«onta indelebile», tutti i partiti si sono affrettati a richiedere nuove elezioni in Turingia. Kemmerich è stato subissato di insulti e di minacce, tanto che è stato necessario affidarlo alla protezione di una scorta. Annegret Kramp-Karrenbauer, presidente della Cdu, ha convocato d’urgenza la dirigenza del partito, che ha diffidato la sezione della Turingia ad appoggiare il nuovo presidente. I socialdemocratici (Spd), che a livello nazionale governano insieme alla Cdu, dal canto loro hanno chiesto agli alleati di discutere al più presto la questione (l’incontro dovrebbe aver luogo sabato). Senza contare le numerose manifestazioni di protesta che stanno nascendo spontanee in tutta la nazione.

Lo scacco di Höcke

Il punto è che tutti sospettano che la sezione locale della Cdu abbia stretto un accordo segreto con l’Afd. Non si tratta peraltro di un’Afd qualsiasi, ma della sezione più radicale della Germania, guidata da quel Björn Höcke che stampa e politici avversari qualificano come «nazista». Tant’è che Ramelow, commentando l’accaduto, ha addirittura citato Adolf Hitler: «Il più grande successo [di noi nazionalsocialisti] lo abbiamo ottenuto in Turingia», scrisse il Führer nel 1930. Ad ogni modo, la situazione è incandescente e i suoi esiti sono potenzialmente rivoluzionari. Pare infatti che la frazione della Cdu in Turingia non abbia alcuna intenzione di tornare alle urne, indebolendo così la già provata leadership della Kramp-Karrenbauer. Il tabù politico per eccellenza in Germania («non si governa coi fascisti») potrebbe essere infranto. E a Höcke, dopo il suo brillante scacco matto, ora non resta che festeggiare. Comunque vada, questo risultato storico dell’Afd è tutto merito suo.

Di Valerio Benedetti

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