Sindaco leghista invia una lettera di diffida al ministro Lamorgese: “Non ci mandi ignoti definiti profughi”


di Max Parisi – E’ probabile che la maggior parte degli italiani non conosca il signor Tiberio Businaro. E’ il sindaco di un piccolo comune in provincia di Padova, Carceri. E invece dovrebbero stringersi attorno a quest’uomo, che senza pensarci due volte ha deciso di sfidare il governo Pd-M5s e la di loro ministra dell’Interno dall’inviare clandestini nel territorio comunale del quale è primo cittadino, eletto per amministarlo, a differenza degli abusivi che occupano Palazzo Chigi senza aver ricevuto alcun mandato elettorale per farlo, cittadini che nelle urne al contrario li hanno severamente puniti.

Il sindaco di Carceri Tiberio Businaro, dicevamo,  ha inviato una lettera di diffida al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e al prefetto di Padova Renato Franceschelli in relazione all’accoglienza di profughi.

Profughi? Ma quali, profughi? Gente arrivata coi barconi dalla Libia o sbarcata da navi ong complici dell’immigrazione clandestina grazie alla riapertura dei porti voluta da Pd e M5s in aprta violazione delle leggi dello stato, prime delle quali i decreti sicurezza a firma del ministro dell’Interno del precedente governo, Matteo Salvini.

Veniamo alla lettera. Il sindaco Tiberio Businaro scrive:

“Si diffida l’illustrissimo Ministro dell’Interno ed ogni organo ad esso frapposto a non assegnare al Comune di Carceri persone di origine ignota generalmente definiti ‘profughi’ ed in specie privi di originali documenti di riconoscimento e o di qualsiasi riferimento storico relativo alla loro storia giudiziaria, ritenendolo, in caso contrario, direttamente responsabile per la causazione di danni a cose o a persone derivanti dal comportamento dei cosiddetti ‘profughi'”.

Nella missiva il primo cittadino ritiene il ministero responsabile “di ogni necessaria spesa volta a prevedere ed eventualmente contenere il pericolo di contagio di malattie o l’adozione di misure utili alla pubblica sicurezza”.

Il sindaco Businaro punta il dito, tra l’altro, contro l’operato delle Ong e l’aumento degli sbarchi, con tutte le ragioni.

Che accadrà, ora?

Certo, l’arroganza di questi due partiti complici nella ripartenza dell’invasione africana dell’Italia è nota. Ma il coraggio di questo sindaco è molto più potente di mille intimidazioni del potere.

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