Sgarbi massacra l'”analfabeta” Di Maio: “Contro l’ignoranza non c’è un vaccino. Governo di buzzurri”


Di Luigi Di Maio ha un problema con i congiuntivi che non è ancora riuscito a risolvere. L’ha dimostrato per l’ennesima volta ieri durante l’intervista con Lucia Annunziata su Rai3, facendo uno di quegli errori che a un’interrogazione scolastica sarebbero valsi un 3, senza possibilità di appello, a Giggino. “Il presidente Conte ha detto chiaramente che qualora Renzi staccava la fiducia al governo non ci sarebbe stata la possibilità di ritornare con Renzi“, ha detto il ministro degli Esteri, facendo storcere il naso a più di qualcuno. E se Lucia Annunziata ha preferito sorvolare su questo attentato alla lingua italiana, lo stesso non hanno fatto gli utenti dei social che, a ragion veduta, si sono scatenati contro il ministro. Tra chi ha criticato Luigi Di Maio c’è anche Vittorio Sgarbi, che con un post social non è stato per nulla tenero nei confronti del titolare della Farnesina.

Dispiace, ma contro l’ignoranza non c’è un vaccino: è necessario ripetere elementari e medie“, ha scritto Vittorio Sgarbi, che per definire meglio il suo concetto ha aggiunto l’hashtag #governodibuzzurri. Parole pesanti come macigni che sintetizzano in breve tutto quanto quello che è stato detto ieri sui social in merito all’errore di Luigi Di Maio. Se si fosse trattato di un errore sporadico non ci sarebbe stato il polverone mediatico di queste ore ma il ministro degli Esteri è recidivo in questi suoi lapsus, non solo nella lingua parlata ma anche in quella scritta.

Era il 13 gennaio 2017 quando Luigi Di Maio scriveva, testualmente: “Se c’è rischio che soggetti spiano massime istituzioni dello Stato qual è livello di sicurezza che si garantisce alle imprese e cittadini“. Accortosi dell’errore, ci ha anche riprovato qualche ora dopo: “Se c’è rischio che massime istituzioni dello Stato vennissero spiate, qual è livello di sicurezza che si garantisce alle imprese e cittadini?“. Non pago, dopo i due tentivi andati male su Twitter, Luigi Di Maio ci riprovò anche su Facebook: “Se c’è il rischio che due soggetti spiassero le massime istituzioni dello Stato, qual è il livello di sicurezza che si garantisce alle imprese italiane e ai singoli cittadini?“.

Agli esponenti del Movimento 5 Stelle non si può però dire che siano rimasti senza fantasia ed ecco che l’ufficio di comunicazione di Luigi Di Maio, dopo lo scivolone del loro titolare, è corso ai ripari: “Nessun errore, nel parlato quella forma è ammessa“. Sono stati furbi, perché non hanno specificato in quale lingua sia ammessa la licenza di uccidere il congiuntivo. È vero, lui è il titolare del ministero degli Esteri e il congiuntivo non ricorre nella grammatica inglese. A scivolare su quella lingua ci pensa già Matteo Renzi.

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