Sfuriata di Sgarbi: “Lo Stato impone il Green Pass e ci vende sigarette cancerogene. Stato di mer**” (Video)


Di Cristina Gauri – Roma, 15 set — Vittorio Sgarbi a gamba tesa contro le contraddizioni del governo, che impone misure restrittive gravemente lesive della libertà dei cittadini nel nome dell’«emergenza sanitaria» per poi consentire ai tabaccai di vendere sigarette, che causano il cancro. «Io non sono contro il fumo e non fumo», è la sua doverosa premessa all’inizio di un video pubblicato ieri sui suoi social.

«Non sono contro il vaccino e mi vaccino. Ritengo che i cittadini abbiano il diritto di non vaccinarsi e non capisco l’imposizione» da parte del governo «di queste cosiddette “misure di emergenza e sicurezza” [il green pass], diversamente dall’Inghilterra, dalla Svizzera, dal Spagna, dai Paesi Bassi, dalla Polonia, verso chi ha le proprie legittime resistenze verso la vaccinazione».

Sgarbi: lo Stato che impone il green pass è lo stesso che vende sigarette

«Non sono contro il fumo, benché non fumi, ma è dimostrato che il fumo porta il cancro. È acclarato», prosegue Sgarbi. Cancro che ha effetti «più gravi del Covid, eppure questo Stato di mer*a, Conte e ora anche Draghi ha consentito che i tabaccai fossero aperti [durante i lockdown], cioè che il fumo potesse essere venduto. E c’è scritto anche sulla scatola delle sigarette, che può causare il cancro.

Eppure viene venduto», accusa Sgarbi, che ricorda i lunghi periodi di lockdown e restrizioni in cui lo Stato «ha proibito tutto ma non il fumo. Non voglio ovviamente che venga proibito il fumo», precisa un’altra volta. Ma «In tempo di lockdown le persone che volevano fumare hanno fumato lo stesso trovando il veleno che potrebbe farli morire, in tabaccherie aperte dallo Stato», mentre «Sono stati chiusi i musei. Ma i musei non fanno danno, le tabaccherie sì».

Sgarbi chiede quindi allo Stato: «Perché il fumo, che è veleno e può provocare il cancro è stato consentito dal nostro Stato che dice di difendere la nostra salute» imponendoci il Green pass? «La difende solo da una parte, però: cioè solo dal Covid e non dal cancro?».

Cristina Gauri

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