Parigi sfida l’Italia: 100mila euro all’Ong che traghetta migranti in Italia. Ma i porti di Macron restano chiusi




 – Parigi sfida l’Italia in due mosse. Il Comune della capitale francese ha infatti conferito la cittadinanza onoraria a Carola Rackete dopo le sue manovre nel porto di Lampedusa al comando di una nave con 42 migranti a bordo e ha anche aperto il portafoglio per sovvenzianare nuove missioni per i salvataggi in mare di Sos Mediterranée.


Infatti il Consiglio di Parigi ha votato “un contributo d’urgenza di 100 mila euro a Sos Mediterranèe per una nuova campagna di salvataggi in mare” che avvengono in quel tratto di mare che separa l’Italia dalla Libia. Una mossa che di fatto potrebbe far ripartire le operazioni della ong. Una iniziativa, quella del Comune di Parigi, che cozza un po’ con le politiche (quelle vere) messe sul campo dalla Francia nella gestione dei flussi migratori. Macron ama serrare i porti ma fingere di predicare accoglienza, la Gendarmeria è impegnata constantemente al confine con ventimiglia nei repsingimenti e una ragazza italiana è stata arrestata qualche anno fa per aver portato in Francia un gruppo di migranti con un furgone.

Eppure adesso viene staccato un assegno da 100mila euro per rimettere in mare un’altra nave che probabilmente al primo salvataggio chiederà di poter attraccare in Italia. Dure le critiche nel mondo politico italiano per questa scelta del Consiglio parigino: “Leggo esterrefatto che il Comune di Parigi ha deciso di destinare 100mila euro a SOS Mediterrnee per contribuire al recupero di clandestini nel Mediterraneo. Lo stesso comune plaude a questa organizzazione e a Sea Watch.

Dopo di che i clandestini vengono presi e non portati a Parigi, che finanzia queste attività di sostegno ai trafficanti di persone, ma in Italia. Propongo che fin d’ora tutti quelli che verranno presi da queste organizzazioni non governative, finanziate dal comune di Parigi, vengano dirottati immediatamente verso Parigi o quantomeno verso la Francia. Questi signori fanno i demagoghi a spese degli altri Paesi. Finanziano chi aiuta la tratta delle persone e scaricano i clandestini sull’Italia. Vergogna per il comune di Parigi che si comporta in questa maniera illegale e temeraria”. Insomma dopo la cittadinanza onoraria a una ragazza che sperona le motovedette della Guardia di Finanza, i francesi mettono benzina nel serbatoio delle ong che costantemente sfidano il nostro governo e soprattutto le nostre leggi.

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