Sentenza choc: condannato a 13 anni il gioielliere che uccise 2 rapinatori a Catania. Petizione per la grazia (Firma)





Da Il Secolo d’Italia – Nei giorni scorsi è diventata definitiva la sentenza di condanna per Guido Gianni, il gioielliere della provincia di Catania che uccise due dei tre rapinatori che avevano assaltato il suo negozio. L’uomo, 60 anni, è stato prelevato dalla sua abitazione a Gravina e trasferito in carcere.

La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di primo e secondo grado rendendola esecutiva. Guido Gianni sconterà 13 anni per duplice omicidio volontario e tentato omicidio volontario.


Chi è Guido Gianni, il gioielliere di Catania

Il gioielliere di Nicolosi, il 18 febbraio 2008 subì una rapina nella propria gioielleria. Tre rapinatori assaltarono il negozio e aggredirono lui e picchiarono la moglie. Il gioielliere sparò e uccise due dei tre rapinatori.

Il caso di Guido Gianni è uno dei tanti casi in cui la vittima subisce il danno oltre all’oltraggio. Emblematici anche i casi di Graziano Stacchio, Giovanni Petrali, Daniele Ferretti, Fredy Pacini. Alcuni nomi tra i tanti, cittadini che hanno reagito a una violenza e che hanno pagato per avere reagito.

Dove firmare: il link

La petizione su Change per chiedere la grazia a Mattarella

Dietro la rapina, stando alla tesi degli avvocati del gioielliere catanese, ci sarebbe stata una spedizione punitiva all’ombra del gruppo mafioso di Aci Catena. Quel pomeriggio a perdere la vita furono i rapinatori Davide Laudani e Sebastiano Catania. Il primo morì sul colpo mentre il secondo arrivò cadavere al Pronto soccorso dell’ospedale Cannizzaro di Catania.

Rimase invece ferito Fabio Pappalardo, terzo componente del commando che rimediò una frattura a tibia e perone riuscendo a raggiungere i locali della guardia medica di Nicolosi grazie all’aiuto di un passante.

L’ombra del clan mafioso

«Guido ha difeso me, la sua vita, quella di un cliente e la nostra attività commerciale. Ed è per questo che ritengo che non possa pagare per la malvagità dei suoi assalitori». La moglie dell’orafo, Maria Angela Distefano ha avviato una petizione sulla piattaforma Change.org che ha quasi raggiunto le 10mila firme in poche ore.

“Giustizia per Guido Gianni”. «Chiedo che il Presidente della Repubblica Italiana gli conceda la grazia per consentirgli di tornare subito alla sua famiglia», ha scritto nella petizione la moglie del gioielliere. Una petizione che in queste ore sta affollando i gruppi social di molti cittadini.

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