“Se ci fossero stati i taser, non ci sarebbe stata quella pantomima”: rabbia degli agenti dopo l’attacco al Duomo


  – “Se ci fossero stati i taser, non ci sarebbe stata tutta quella pantomima…”. Il pensiero, negli ambienti di Polizia, è comune, condiviso dalla maggior parte degli agenti che hanno assistito al blitz dell’egiziano che ieri pomeriggio ha minacciato con un coltello una guardia giurata nel Duomo di Milano (guarda il video).

I due poliziotti del reparto mobili che, dopo essersi nascosti dietro il confessionale, hanno placcato e atterrato l’immigrato hanno sette giorni di prognosi a testa: uno si è tagliato mentre cercava di togliergli l’arma, l’altro invece si è fatto male al gomito. “I colleghi si sono comportati molto bene – ci spiega una fonte – e ne sono venuti fuori con le proprie mani…”. Ma il timore che la situazione sarebbe anche potuta trascendere non lascia sereno nessuno e rimette al centro la necessità di dotare tutte le forze dell’ordine degli strumenti giusti per potersi e poterci difendere da simili minacce.

L’attacco nel Duomo di Milano

Momenti tanto drammatici, all’interno del Duomo di Milano, non si erano mai visti. L’egiziano, armato di coltello e pronto a far scorrere il sangue proprio vicino all’altare, sotto allo sfavillio delle vetrate colorate incastonate nel marmo, si è avventato sulla guardia giurata, l’ha obbligata a inginocchiarsi e le ha puntato la lama contro. Sono stati attimi di paura, minuti che correvano veloci e che potevano addirittura avvicinare l’ostaggio all’inevitabile anche se l’immigrato, un 26enne con regolare permesso di soggiorno, è stato immediatamente circondato da un gruppo di poliziotti. Uno di loro si è messo in ginocchio: gli ha puntato contro la pistola e l’ha tenuto sotto tiro affinché non potesse ferire la guardia giurata senza prima essere fermato. Gli agenti non hanno perso di vista un solo movimento dell’aggressore, hanno provato più volte a convincerlo di mettere giù il coltello e di liberare l’ostaggio e hanno atteso l’istante giusto per entrare in azione. È stato quando le parole hanno iniziato a farsi sempre più scarne che i poliziotti gli sono saltati addosso, lo hanno atterrato e, infine, disarmato. In tutto, come documentato nel video pubblicato in esclusiva ieri dal Giornale.it, l’azione è durata poco più di una decina di minuti. Abbastanza per far capire alle forze dell’ordine presenti sul posto che il rischio è stato altissimo e che sarebbe anche potuta andatre peggio.

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