Schiaffo a sinistra e antirazzisti: dopo rimozione dallo streaming, Via col Vento è il DVD più venduto su Amazon


Di Cristina Gauri – Roma, 10 giu – Rendi qualcosa – qualsiasi cosa – proibito, mettilo all’indice e spiega alla gente che rappresenta il male, e la gente non desidererà altro che entrarne in possesso. Così è capitato al glorioso film Via col vento, rimosso frettolosamente dalla piattaforma streaming dell’emittente Usa Hbo per placare l’isterismo anti bianco del Black lives matter. La pellicola farà nuovamente la sua comparsa solo se corredata da un’introduzione critica del periodo storico a cui si riferisce. Ma nel frattempo, quello che il white guilt ha fatto uscire dalla porta, è rientrato di prepotenza dalla finestra, perché su di un’altra piattaforma – parliamo di Amazon – le vendite del dvd sono schizzate di colpo al primo posto

Incredibile, chi lo avrebbe mai detto? Cosa sarà mai successo? Plausibilmente migliaia e migliaia di appassionati di cinema di tutto il mondo, preoccupati che il «ban» della pellicola maledetta si sarebbe potuto estendere per un periodo di tempo troppo prolungato, hanno deciso di accaparrarsi quello che è, a tutti gli effetti, un pezzo di storia cinematografica, senza correzioni, censure o introduzioni critiche di sorta. Ma anche, più semplicemente, tutto il clamore – inutile, insulso, isterico – attorno alla faccenda avrà attirato l’attenzione di chi Via col vento non l’aveva mai visto ed è caduto preda della curiosità di sapere quali agghiaccianti minacce per l’integrazione nera recasse con sé il film, messo all’indice dal calvinismo politicamente corretto. In un modo o nell’altro, il risultato è stato il moltiplicarsi esponenziale delle vendite, e chi voleva silenziare e apportare una correzione didattica al messaggio del film è rimasto, come si suol dire, con le pive nel sacco.

Chissà come ci saranno rimasti di sasso alla Hbo, i cui portavoce avevano spiegato che Via col vento «è un prodotto del suo tempo e raffigura alcuni dei pregiudizi etnici e razziali che, purtroppo, sono stati all’ordine del giorno nella società americana. Queste rappresentazioni razziste erano sbagliate allora e lo sono oggi, e abbiamo ritenuto che mantenere questo titolo senza una spiegazione e una denuncia di quelle rappresentazioni sarebbe irresponsabile». L’enorme successo delle vendite su Amazon è il metro di quanto alla gente frega poco del Black lives matter, del razzismo e delle «introduzioni critiche del periodo storico di riferimento».

Di Cristina Gauri

Leggi la notizia su Il Primato Nazionale

Segui le nostre rassegne su Facebook e su Twitter