Scandalo brogli sul foto degli italiani all’estero: “Papà è morto nel 2009, ora basta”


Da Il Tempo – Il voto degli italiani all’Estero continua a essere un’enorme incognita. Nelle ultime settimane si sono moltiplicate le denunce di presunti brogli, con plichi di schede mai consegnate, altre consegnate in blocco a un solo elettore, altre stampate con errori. E poi ancora candidati pubblicizzati su Internet con il partito sbagliato (per svantaggiarli) e, infine, un grande classico: il gran numero di elettori scomparsi da anni che ancora risultano negli elenchi del ministero.

A raccontare una miriade di casi relativi a quest’ultima fattispecie è Il Giornale. “Negli elenchi degli aventi diritto al voto – si legge – ci sono persone morte quindici anni fa, come Antonino Guzzo, che viveva a Westchester, in Illinois. Ma cos’ è? Uno scherzo? Mio marito Vito Rosario Buccheri è morto il 20 febbraio 2020, due anni fa.

Verificate i vostri dati e non contattatemi più, si è sentito rispondere Andrea Di Giuseppe dalla vedova di un altro nostro connazionale che il capolista Fdi alla Camera per la circoscrizione Nord-Centro America aveva provato a contattare il suo elettore al 1403 Country Road di un paese della periferia di New York”.

Ma i casi sono tantissimi: “Pasquale Trapani che abitava a Manhattan, al 1567 di Park Avenue – racconta ancora Il Giornale – è morto 12 anni fa, dicono i parenti al comitato elettorale. Vittorio Pompeo Giovanni di East Haven in Connecticut, classe 1937, è morto nel 2009. Please, stop this, dicono i figli. Come se la telefonata fosse una macabra speculazione. Anche gli eredi di Giuseppe Ergastolo non la prendono bene, limitandosi a girare l’obituary pubblicato dal Chicago Tribune”.

Gli elenchi nelle mani del ministero, insomma, sarebbero datati. E l’aspetto più preoccupante è che il grosso delle denunce riguarda gli Stati Uniti, uno dei Paesi con i quali l’Italia ha maggiori relazioni e collegamenti. Cosa accade nel Sudamerica?

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