Sanatoria Bellanova, è boom di pregiudicati tunisini sbarcati in Italia. Procura di Agrigento lancia l’allarme


Di Alessandra Ziniti – Gli sbarchi autonomi delle ultime settimane a Lampedusa e sulle coste dell’Agrigentino hanno messo a nudo un fenomeno che preoccupa la Procura di Agrigento. “A bordo di quelle imbarcazioni c’è un gran numero di giovani tunisini con precedenti penali già espulsi dall’Italia che ritornano”, dice il procuratore Luigi Patronaggio che ha appena firmato il fermo di due di loro ritenuti gli scafisti dell’ultimo barcone con 51 persone a bordo arrivato qualche giorno fa a Lampedusa. E 63 tunisini sono arrivati direttamente a Pantelleria.

Lunedì sera la squadra mobile di Agrigento diretta da Giovanni Minardi ha bloccato due giovani di 21 e 23 anni accusandoli di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e tentata estorsione nei confronti di un connazionale che non aveva potuto pagare per intero il costo della traversata. I due sarebbero anche i responsabili di una serie di intemperanze e disordini a bordo della nave Moby Zaia dove i tunisini erano stati trasferiti per trascorrere il periodo di quarantena e dalla quale si è gettato in mare, perdendo la vita, un ragazzo di 28 anni.

L’attività della Procura di Agrigento, in sinergia con la Squadra Mobile, è particolarmente mirata sul reingresso illegale in Italia di cittadini tunisini già ritenuti indesiderati per pregresse attività illecite.

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