Salvini: “No all’espansione della Nato”. Casellati contro Draghi: “Sulla guerra decide il Parlamento”. Kiev hub di armi illegali





Da Affari Italiani – Mentre tutti i leader dei partiti della maggioranza promettono stabilità al governo restano le divisioni sul posizionamento dell’Italia sulla guerra in Ucraina.

L’ultimo distinguo arriva da Salvini che, premettendo il suo no alle polemiche perche’ “chi divide fa il male del Paese”, dice di non essere d’accordo sull’allargamento della Nato. Mentre al momento non è previsto alcun voto quando Draghi interverrà giovedì in Parlamento, il sì dell’Italia all’adesione di Finlandia e Svezia nell’alleanza atlantica deve passare per le Camere. Una prospettiva che “deve essere in lista d’attesa” perché “allontana la pace”, afferma il segretario del partito di via Bellerio, accusato dal Pd di “fare il gioco di Putin”.


Ma è proprio l’ex ministro dell’Interno in serata a frenare: i Paesi scandinavi (mercoledì Draghi vedrà il primo ministro della Finlandia, Sanna Marin) decideranno loro cosa fare, “sono nazioni sovrane, io sono per l’autodeterminazione dei popoli”. In ogni caso l’esecutivo, tramite il ministro degli Esteri Di Maio che ha sentito Stoltenberg, ha confermato la fiducia nell’operato della Nato (“L’Italia sostiene con forza l’ingresso di Svezia e Finlandia”), uno smarcamento della Lega con una astensione avrebbe una valenza politica.

Casellati: “Sulla guerra gli indirizzi vanno decisi dal parlamento”

Ma intanto anche la presidente del Senato Elisabetta Casellati manda un messaggio a Draghi in un’intervista a il Corriere della Sera. “Ritengo fondamentale che, come avverrà in settimana, il presidente Draghi venga a riferire al Parlamento sugli esiti della visita negli Stati Uniti e del suo confronto con il presidente Biden.

È qui che il Parlamento dovrà avere un ruolo determinante nell’ascoltareenel decidere gli indirizzi da dare al governo”, dice Casellati. Che aggiunge: “Mi preoccupano la mancanza di autosufficienza energetica e alimentare, l’aumento dei prezzi, la scarsità di materie prime.

In particolare, la crisi alimentare peserebbe in maniera preoccupantealivello globale su Paesi come quelli africani che per la lotta alla sopravvivenza sarebbero spinti ulteriormente all’immigrazione”.

Aiuti all’Ucraina? “Kiev è un immenso hub di armi illegali”

Intanto, il Fatto Quotidiano riporta anche voci sulla fine che fanno gli aiuti militari, o parte di essi, inviati in Ucraina. “Una marea di armi che fa temere per il contrabbando”, scrive anche il Washington Post che – “nonostante le vaghe rassicurazioni di Biden” – pubblica un rapporto secondo cui il paese di Zelensky sarebbe “un centro di traffico d’armi di lunga data”.

Come riporta il Fatto, il quotidiano americano scrive che “il mercato illegale di armi dell’Ucraina è in cresciuto a dismisura dall’inizio dell’invasione russa nel 2014, sostenuto da un’eccedenza di armi sparse e controlli limitati sul loro utilizzo”, scrive il quotidiano americano che la definisce “una scomoda realtà”, proprio nel momento in cui Zelensky chiede più artiglieria per contrastare le forze russe nel Sud e nell’Est.

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