Salvini: “No al vaccino obbligatorio per ragazzi e insegnanti. Licenziare chi non ha il green pass? Un orrore”



Difende l’assessore: «Non è un mostro», poi si concentra sul «passaporto sanitario» che il governo varerà oggi. E ribadisce i suoi no. Tre no: al vaccino per i ragazzi, all’obbligo per gli insegnanti, al licenziamento o comunque alla linea dura per i lavoratori che non hanno ancora ricevuto la prima dose. E magari non hanno nessuna intenzione di farlo. Mezza Italia è immunizzata, l’altra metà no, è inimmaginabile penalizzare più di venti milioni di persone.

«Noi – spiega il leader della Lega – stiamo lavorando per tutelare la salute, quindi per portare al vaccino i milioni di italiani sopra i sessant’anni che ne sono ancora scoperti, ma senza parlare di multe, di obblighi, di chiusure o divieti o raccapriccianti proposte che sento come l’obbligo per i ragazzi di 13 anni e per gli insegnanti o licenziamenti di operai. Tutelare la salute sì, mettere in sicurezza chi ancora non è vaccinato sì, ma escludere dalla vita sociale domani per decreto 20-30 milioni di italiani assolutamente no».

Quali limiti vanno messi al Green pass?

«Può essere uno strumento utile per accedere a grandi eventi come concerti o partite di calcio, non può diventare un ulteriore appesantimento burocratico per i cittadini. Tradotto: non si può pretendere il green pass, per esempio, per chi ordina un semplice caffè al bar».

Si discute di Green pass leggero: ha senso introdurre certificati a due livelli?

«Ritengo ragionevole la proposta delle Regioni: nessuna scelta traumatica e improvvisa».

Per Confindustria il pass va esteso ai luoghi di lavoro. Attenzione alla sicurezza o discriminazione?

«Parlare di licenziamenti è incredibile. Non sono d’accordo con l’obbligo: ribadisco che mi vaccinerò presto, ma ritengo che i cittadini debbano essere informati per poi scegliere liberamente. Altrimenti si arriva a una imposizione mascherata. Non è un principio liberale e democratico».

Lei metterebbe l’obbligo di vaccinazione per gli insegnanti?

«No. Devono essere obbligati a far bene il proprio mestiere. Peraltro, grazie al cielo, le statistiche confermano che i ragazzi più giovani possono affrontare il covid senza gravi rischi per la propria salute. Aggiungo una cosa: è curioso che per il presidente della Camera Fico il Green pass possa riguardare gli italiani e non i parlamentari».

Come si coniugano libertà e sicurezza?

«L’informazione è libertà, occorre verificare con attenzione i dati scientifici senza farsi prendere da estremismi».

Davvero non serve il vaccino agli under 40? Il ministro Speranza si scaglia contro di lei.

«Il vaccino sotto i 40 anni è meno urgente, visto che a essere più a rischio sono le persone sopra i 60 anni. E in molti paesi europei sconsigliano apertamente il vaccino ai più giovani: lo dicono i medici, non lo dice Salvini. Lei farebbe il vaccino a un bimbo di 8 anni? Anche su questo tema, a sinistra cercano di fare polemica per colpire la Lega».

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