Sallusti annienta l’odiatore Carofiglio: “Vi sbellicate su Trump e Berlusconi e sull’aperi-virus di Zingaretti muti” (video)


 di Ginevra Sorrentino – Sallusti annienta Carofiglio a Otto e mezzo. Entrambi ospiti di Lilli Gruber i duellanti si scontrano sul Covid. O meglio, sul sarcasmo macabro che induce i famosi “buonisti dem” a fare battute astiose sulla malattia di avversari celebri, da Trump a Berlusconi. Ma solo dopo aver abilmente taciuto sul brindisi milanese di Zingaretti negazionista ante-litteram sul virus che, poco dopo, come noto incappò nell’infezione. Niente battute o uccelli del malaugurio contro il segretario del Pd però: quello di “cattivo gusto”, rimarca appunto con invidiabile flemma britannica il direttore de Il Giornale, è un trattamento riservato solo agli avversari politici. Contro i quali, sembra alludere implicitamente Sallusti, non solo è lecito, ma anche perversamente divertente…

Sallusti annienta Carofiglio: “Cattivo gusto a senso unico”

In studio a La7 si dibatte sul Covid e sull’epidemia che colpisce, indistintamente, leader politici e gente comune. A cambiare, sottolinea pungente Sallusti, è solo il modo di commentare. E così, pungolato dalla Gruber, il direttore del Giornale, premette e argomenta: «Trovo di cattivo gusto giocare o ironizzare sulla malattia di un essere umano. Ma mi chiedo perché Carofiglio non ha usato la giustizia poetica quando Zingaretti, negando ben prima di Trump l’esistenza del virus, venne a Milano a fare lo spiritoso e si ammalò».

La replica di Carofiglio svilisce il discorso a battibecco

Al limite del semplicistico spinto la replica stentata di Carofiglio: «Quando sento parlare Sallusti di cattivo gusto, mi arrendo perché lui è un esperto», è la freddura dell’ex pm e senatore del Pd. Il direttore de Il Giornale non lascia correre. E con garbo, ma con fermezza, chiarisce: «Non sono offeso, solo curioso. Dove sta il mio cattivo gusto?». Arriva la risposta di Carofiglio e la polemica si fa battibecco che riduce all’osso le argomentazioni. «Basta guardare il suo giornale per capire la categoria». Sallusti comprende la difficoltà dell’avversario e infila la stoccata che chiude la questione. «La sua è una deriva populista. Lei – taglia corto e assesta l’affondo il giornalista – è più populista dei populisti»…