Russia-Ucraina, generale Bertolini: “L’escalation? Colpa dell’Europa che non ha voluto negoziare”



Da Libero Quotidiano – “Segnale non tranquillizzante, anche se non inaspettato”. È così che ha definito il generale Marco Bertolini, ex capo del Coi (Comando Operativo Interforze), la mobilitazione militare parziale annunciata da Putin in diretta tv nella mattinata di mercoledì 21 settembre.

La misura entra in vigore nell’immediato e riguarda “solo cittadini che al momento sono parte delle riserve, cioè coloro che hanno svolto il servizio militare nelle forze armate, che hanno già esperienza e formazione”, ha detto Putin. In totale, potrebbero essere chiamati 300,000 mila uomini, in un’età compresa tra i 18 e i 65 anni.

“Ma Putin non ha solo parlato di mobilitazione: ha rilevato che l’Occidente ha oltrepassato tutte le linee rosse e immaginabili”, lo ha spiegato Bertolini all’Adnkronos. “La Russia percepisce i suoi obiettivi in Ucraina come vitali, e nel momento in cui li vedesse a rischio, è chiaro che potrebbe essere tentata a usare tutta la forza possibile.

Io credo che da questo punto di vista non si tratti di una sorpresa per l’Occidente”. Ma il quadro tracciato dal generale è ancora più cupo. “La mobilitazione è la presa d’atto da parte della Russia e di Putin che gli spazi per una negoziazione si sono ridotti, per cui si sta predisponendo a far fronte a una guerra che potrebbe essere lunga”. Per Bertolini, dunque, la responsabilità di questo continuo crescendo ce l’ha proprio l’Europa, la quale “non ha fatto nulla per favorire la composizione negoziale, e l’unico che si è dato da fare è stato un non europeo come Erdogan”

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