Roma, il Mef gela il sindaco Raggi e la sinistra: “Sgomberare il palazzo di Casapound non è una priorità”


Da Il Messaggero – Il Mef ha scritto il Campidoglio:lo sgombero di Casapound non è una priorità. Il palazzo di via Napoleone III occupato da CasaPound non è a rischio crollo né presenta particolari problemi sotto il profilo igienico e per questo «non rientra tra le priorità sul fronte sgomberi». È la posizione espressa dal ministero dell’Economia in una lettera fatta pervenire dal Mef alla sindaca di Roma, Virginia Raggi, dopo la mozione approvata in Assemblea capitolina col voto favorevole del M5s.

«Come volevasi dimostrare, il palazzo di via Napoleone III non desta preoccupazioni, non ha problemi di alcun genere, non ci sono provvedimenti giudiziari in corso e quindi non ci sono motivi per sgomberarlo». Così Simone Di Stefano, leader di CasaPound, commenta la lettera inviata dal ministero dell’Economia,  nella quale si specifica che lo sgombero non è una priorità per prefettura e demanio.  «La sede di CasaPound rimarrà nel palazzo di via Napoleone III e lo stabile non sarà sgomberato almeno finché esisteranno centri sociali: una volta sgomberati tutti i centri sociali, allora vedremo – aggiunge Di Stefano – Difenderemo la nostra occupazione fino alla fine, e su questo si mettessero tutti l’anima in pace perché la questione non sarà risolta a breve».  «Sono convinto che la questione sia solo politica – continua il leader di CasaPound – serve ai 5Stelle per fare muscolo nei confronti di Salvini, per questo continuo braccio di ferro con la Lega che danneggia solo il Movimento 5 Stelle, che perde consensi. Dovevano fare una rivoluzione nelle città dove avevano vinto, ma così non è stato e continuano a perdere terreno a beneficio di Salvini: fanno solo la figura degli spacchettati».

Nella lettera, il Mef ripercorre la «complessa vicenda» del palazzo di via Napoleone III. «L’immobile è in consegna per uso governatiovo al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dal 1963 e dal 2003 è occupato abusivamente dall’associazione e da alcune famiglie in emergenza abitaviva» è riferito nella lettera. Dopo l’occupazione lo stesso ministero ha segnalato, già dal settemmre del 2003, a prefettura e Agenzia del demanio «l’urgenza di un immediato recupero dell’immobile, segnalazioni nuovamente sollecitate nel 2004, 2005 e 2008». Il ministero dell’Economia e delle Finanze, specifica poi che nel 2007 il Comune di Roma ha stabilito un programm di assegnazione di diecimila alloggi popolari, «prevedendo di destinarne alcuni ai nuclei familiari collocati in immobili storicamente occupati, come quello di via Napoleone III».
Si riporta nella lettera anche il Piano straordinario per l’emergenza abitativa nel Lazio e nella città di Roma e anche in questo caso c’erano soluzioni per gli occupantio di vis Napoleone III. «Nel 2016 il commissario straordinario del Comune di Roma ha disposto di dare attuazione a tale programma regionale, dando atto che le priorità di intervento sugli immobili occupati erano state stabilite a seguito delle decisioni in merito assunte dal tavolo tecnico costituito dal prefetto di Roma»

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