Rispunta Rula Jebreal sempre più delirante: “Silvia Romano linciata dai ‘fascisti’. Cercano di farla uccidere”


Di Ilaria Paoletti – Roma, 14 mag – Vi ricordate di Rula Jebreal? L’ultima volta che è stata al centro di un dibattito era quando ancora ci potevamo “permettere” di preoccuparci di Sanremo. La Jebreal è stata profumatamente pagata per dire agli italiani sul palco dell’Ariston che il più grande problema al mondo è la misoginia. E sta bene, son cose sue (anche se, tecnicamente, pagate coi soldi del canone). Dopo aver fatto Sanremo, la giornalista italopalestinese è sparita dai radar. Ma adesso “grazie” a Silvia Romano torna a fustigarci.

La Romano “ricorda” l’Italia alla Jebreal

Dopo la sua apparizione a Sanremo, con tutte le polemiche accessorie che insieme all’abito di Armani l’hanno fatta scintillare, la Jebreal sui suoi social è restata molto attiva. Ma, per lo più, ha parlato della sua (altra) patria di adozione, gli Stati Uniti. Ovviamente, un’altissima percentuale dei suoi tweet riguarda Donald Trump e tutto ciò che gli è connesso ed è inutile dire che la Jebreal nutre nei suoi confronti tutte le perplessità possibili. Dell’Italia, che tanto le ha dato, poco e niente – lo stretto necessario. Ma con la liberazione della Romano la Jebreal può finalmente tornare alla carica. Lei, che viene da un contesto islamico (ha dichiarato a più riprese che suo padre era un imam) non ha una parola da dire contro i rapitori di Silvia che, a conti fatti, le hanno rubato due anni di vita.

Parlare al mondo dell’Italia (rigorosamente in inglese)

No, dal secondo dopo la liberazione della Romano tutta la sua preoccupazione è stata per chi lei definisce (rigorosamente in inglese) “fascisti” e “xenofobi” che hanno reagito al ritorno in patria della Romano vestita col velo e convertita all’Islam. La Jebreal sembra condividere il pensiero – e il tweet – di Riccardo Puglisi: se la Romano si è convertita, sono fattacci suoi. E lei che quotidianamente esulta per le donne che riescono a liberarsi dalle catene del patriarcato, non ha né dubbi (né compassione, si intende) nei confronti della cooperante rapita in Kenya e per la sua “conversione”. “Nationalists/ Fascists in Italy are attacking Silvia, because she became a Muslim“, scrive la Jebreal.

“La vogliono far uccidere”

“Il responsabile antiterrorismo della Procura di Milano apre un’inchiesta per le minacce piovute addosso a #SilviaRomano” scrive ancora la Jebreal. E poi: “Temo per la vita di Silvia! La campagna di violenza della destra radicale assomiglia molto a quella dei jihadisti. Stanno incitando un altro caso Traini”. E ancora, la Jebreal illustra alla sua platea internazionale di come Silvia Romano abbia ricevuto minacce e rischi la vita per colpa di una non meglio precisata “destra radicale”. Poi, di fronte all’infelice intervento del deputato della Lega Pagano che ha definito la Romano una “neo terrorista”, la giornalista italo palestinese ha già deciso che c’è delitto e mandante: “They’re trying to get Silvia Romano killed. It’s that simple”, scrive. Ovvero: “Stanno cercando di far uccidere Silvia Romano. E’ semplice”. E lo scrive mentre condivide, appunto, l’intervento del leghista.

Ma il nemico non è il patriarcato

Sarebbe interessante coinvolgere la Jebrealla sardina Cristallo e tutte le femministe di questo “tipo” in un dibattito sulla falsariga di quello che si è svolto sotto il discusso post della fondatrice del circolo femminista e radicale Cicip & Ciciap Nadia Riva. Ma non avverrà mai: la Riva ha scritto ciò che pensa della “conversione” della Romano senza voler fare politica. Ma i primi che accusano la Lega e i critici della Romano sono loro stessi dei megafoni viventi per slogan inconsistenti, che con la faccenda in sé poco hanno a che vedere.  La cosa che però appare più ipocrita in questo mondo di medaglie semicolte è che una giornalista come la Jebreal poi dia patenti di umanità a destra e manca e si ritenga una vera paladina dei diritti delle donne. Ci piacerebbe, in questo contesto, che allora la Jebreal tenga fede a questa dittatura dell’empatia rispettando il desiderio della Romano di essere lasciata in pace o spendendo due parole per le donne che ancor oggi vivono sotto i piedi degli estremisti islamici di Al Shabaab. Ma alla fine della fiera, tutte questo impegno politico odora di pubblicità (la Jebreal sarà ospite stasera da Formigli) e il sospetto è che il nemico non sia il patriarcato … forse è Salvini.

Di Ilaria Paoletti

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