Rimini, gambiano affetto da coronavirus scatena l’inferno in ospedale: “Voleva ammazzarci tutti”


Di Cristina Gauri – Rimini, 20 apr – Era risultato positivo al coronavirus ma lui, di stare in isolamento e sotto osservazione, proprio non ne voleva sapere. Così ha deciso di rendere ulteriormente un inferno la vita di coloro che già se la vedono brutta ogni giorno, calati nelle trincee ospedaliere per la guerra al coronavirus: i medici e agli infermieri del reparto ospedaliero dove era ricoverato. Protagonista in negativo della vicenda, chi se non un 20enne africano originario del Gambia, che ha scatenato la propria furia contro i sanitari dell’ospedale Infermi di Rimini.

L’extracomunitario aveva fatto il suo arrivo al pronto soccorso dell’ospedale di Lugo ai primi di aprile, dove, sottoposto a un tampone orofaringeo, era risultato positivo al Covid-19. Ma il suo soggiorno nella camera di degenza era durato giusto qualche giorno. Il 20enne era riuscito a fuggire dall’isolamento ed evadere dal nosocomio, scatenando un putiferio. Gli uomini della Polfer lo avevano sorpreso mentre si aggirava nella stazione ferroviaria di Rimini, subito dopo aver commesso un furto. Il giovane era stato condotto all’ospedale Infermi per proseguire con il periodo di quarantena e di terapia. Ma dopo alcune ore il gambiano aveva nuovamente tentato la fuga. E’ toccato nuovamente agli agenti della polizia ferroviaria riacciuffarlo – sempre nei pressi della stazione cittadina – e riaccompagnarlo in ospedale. L’africano ha trascorso in isolamento alcuni giorni mostrando un comportamento per nulla collaborativo, fino all’ultimo, tremendo exploit, avvenuto durante la notte fra gli scorsi giovedì 16 e venerdì 17 aprile. 

RiminiToday riporta quindi il racconto dei testimoni: «Lo straniero, riportato la seconda volta da noi nella notte tra giovedì e venerdì, ha iniziato ad essere ingestibile. Una vera e propria furia che, oltre a minacciare di morte il personale, se l’è presa anche con il suo compagno di stanza», raccontano i sanitari. «Impauriti abbiamo allertato in piena notte la direzione sanitaria, la questura e la prefettura. Purtroppo, per il personale sanitario aggredito, nessuno è mai intervenuto. La sorveglianza interna e neppure le forze dell’ordine possono accedere ad un reparto Covid, così i sanitari hanno dovuto fronteggiare da soli ed inermi un folle in preda al delirio di distruzione». Gli operatori sanitari, da tutti acclamati come eroi, «per l’ennesima volta sono stati lasciati in balia delle onde completamente soli. Per fortuna nessuno è rimasto ferito, ed è stata evitata l’apocalisse. Se i 30 pazienti del reparto, tutti positivi e tutti liberi di poter uscire dalle loro camere, si fossero fatti prendere dal panico e avessero abbandonato il reparto? Come minimo avrebbero contagiato tutto l’ospedale! E senza che alcuna forza dell’ordine muovesse un dito per impedirlo in tempo».

Di Cristina Gauri

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